Il CEO di Total è morto a Mosca

Il suo aereo si è schiantato contro uno spazzaneve mentre si preparava al decollo: aveva 63 anni ed era a capo della grande società petrolifera dal 2007

L’amministratore delegato della società petrolifera francese Total, Christophe de Margerie, è morto nella sera di lunedì 20 ottobre in un incidente presso l’aeroporto Vnukovo di Mosca, in Russia. Il suo aereo privato si è schiantato contro uno spazzaneve che stava ripulendo la pista dopo la prima copiosa nevicata nella zona. L’aereo stava terminando le operazioni per il decollo quando è avvenuto lo scontro: stando ai risultati delle prime indagini l’autista dello spazzaneve era ubriaco. Nell’incidente, che si è verificato intorno alle 22 (ora italiana), oltre a De Margerie sono morti tre membri dell’equipaggio. I responsabili dell’aeroporto hanno spiegato che a terra c’era una visibilità pari a 350 metri: le partenze e gli arrivi sono stati sospesi per alcune ore per rimuovere i rottami dalla pista.

Alcune ore dopo la notizia, diffusa dai media russi, Total ha pubblicato un breve comunicato stampa in cui ha confermato la morte del suo CEO. De Margerie aveva 63 anni e si trovava in Russia per partecipare a una serie di incontri con il governo a Gorki, nei pressi di Mosca. Lunedì aveva incontrato il primo ministro russo Dimitri Medvedev per discutere di una serie di investimenti che riguardavano la compagnia petrolifera e alcune società russe del settore, controllate dal governo.

De Margerie era CEO di Total dal febbraio del 2007 e nel 2010 ne era anche diventato presidente. Lo scorso luglio aveva parlato per la prima volta di una possibile successione, chiedendo agli investitori di ricordarlo e di giudicarlo sulla base dei nuovi progetti avviati, soprattutto per quanto riguarda l’apertura di una serie di pozzi in Africa. De Margerie negli ultimi mesi era stato anche un convinto sostenitore della necessità di mantenere un dialogo con la Russia, riducendo le sanzioni economiche avviate nei suoi confronti da Unione Europea e Stati Uniti in seguito alla guerra nell’Ucraina orientale. Aveva invitato le autorità europee a ripensare le loro politiche, rendendo più forti i rapporti con la Russia e più stabili i contratti per le forniture di gas russo.

Gli inviti di De Margerie non erano certo privi di interesse. Total è uno dei principali investitori esteri in Russia e con il suo governo ha avviato diversi progetti, tra cui l’ambiziosa costruzione di nuove infrastrutture in Siberia per l’estrazione di gas naturale, un’operazione da un valore stimato di 27 miliardi di dollari. In più occasioni il CEO disse che l’Europa non può rinunciare al gas russo e che, tutto sommato, non ha nessuna buona motivazione per farlo.

Total è la quarta più grande compagnia petrolifera occidentale, dopo Exxon, Royal Dutch Shell e Chevron. Lo scorso anno circa il 9 per cento del gas gestito dalla società era di provenienza russa. Entro il 2020, Total confida di rendere la Russia il suo principale fornitore di gas. De Margerie ha lavorato molto per curare i rapporti con il governo russo, mentre è stato talvolta criticato per non avere fatto abbastanza per ridurre gli alti costi di gestione della società, soprattutto nel periodo della crisi economica.