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  • martedì 16 Settembre 2014

Il giuramento sulla Scozia

I leader dei tre maggiori partiti britannici hanno scritto una lettera solenne piena di promesse da attuare se il paese rimarrà nel Regno Unito (oggi è in prima pagina sul principale tabloid scozzese)

Oggi il titolo del principale tabloid scozzese, il Daily Record, è “Il giuramento”: scritto a caratteri cubitali e a lettere maiuscole. Tutta la prima pagina è poi occupata da una pergamena ingiallita firmata da David Cameron, primo ministro del Regno Unito, Ed Miliband, leader dei laburisti, e Nick Clegg, vice primo ministro e leader del partito liberaldemocratico. Il “giuramento” riguarda la concessione di nuovi e maggiori poteri e autonomie al governo scozzese se vincerà il “no” al referendum che si svolgerà tra due giorni per decidere l’indipendenza politica della Scozia dal Regno Unito.

Daily Record

Nella lettera, i leader dei tre principali partiti del Regno Unito sostengono che «la gente vuole cambiare» ma che un voto contrario all’indipendenza permetterà un «cambiamento più rapido, sicuro e migliore rispetto a quello della separazione». E assicurano dunque una serie di garanzie in caso di vittoria dei no.

Queste “garanzie” per la Scozia promesse dai tre leader riprendono quelle che il giorno prima aveva chiesto l’ex premier laburista (e scozzese) Gordon Brown, uno dei leader della campagna per il “no” all’indipendenza: nuovi poteri per il Parlamento scozzese, equità e autonomia nella gestione del sistema sanitario, coinvolgimento diretto della Scozia nelle riforme istituzionali del Regno Unito. Brown ha poi chiesto che l’obiettivo di un’unione moderna sia garantire «sicurezza e pari opportunità per tutti» attraverso «una condivisione equa delle risorse delle nazioni e delle regioni» che la compongono. Riguardo il servizio sanitario nazionale, Brown ha chiesto di modificare il meccanismo utilizzato dal Tesoro britannico per distribuire la spesa pubblica nelle varie parti del Regno Unito adottando la cosiddetta “Formula Barnett”: Brown ha chiesto che alla Scozia e al suo Parlamento siano dati maggiori poteri nella gestione del Servizio sanitario nazionale e che sia consentito, se necessario, aumentare le tasse per finanziare il Servizio stesso.

Un portavoce del comitato a favore dell’indipendenza ha replicato alla lettera dicendo che la paura della vittoria dei “sì” sta spingendo i tre leader a dire «qualsiasi cosa negli ultimi giorni di campagna» ma che in realtà «l’unico modo per garantire alla Scozia di ottenere tutti i poteri di cui ha bisogno per creare posti di lavoro e proteggere il Servizio Sanitario» è un voto per la separazione, «in modo da poter usare le enormi ricchezze del territorio per creare un paese migliore e più giusto».