• Sport
  • sabato 13 settembre 2014

Dove si va di più allo stadio

In Inghilterra gli stadi sono quasi sempre pieni, nonostante i biglietti molto cari; in Italia costano molto meno ma la gente allo stadio è poca

Il Guardian ha compilato una statistica sull’affluenza negli stadi di calcio durante la prima giornata dei sei più importanti campionati europei: quelli che cioè si tengono in Inghilterra (Premier League), Spagna (Liga), Germania (Bundesliga), Italia (Serie A), Francia (Ligue 1) e Paesi Bassi (Eredivisie).

Il torneo che è riuscito ad attirare più spettatori in rapporto alla capacità dei propri stadi è la Premier League: ad assistere alle dieci partite della prima giornata c’erano 388.681 persone, a fronte complessivamente di 394.831 posti disponibili. Erano cioè stati occupati il 98,4 per cento dei posti. L’incontro con più spettatori in assoluto è stato Manchester United-Swansea, giocato allo stadio Old Trafford di Manchester: c’erano 75.339 spettatori e solo 296 posti liberi (e il Manchester arriva da una stagione disastrosa). In tutte le partite della prima giornata della Premier League, comunque, erano occupati almeno il 96 per cento dei posti di ciascuno stadio.

Appena dietro la Premier League c’è la Bundesliga, con il 93,6 per cento dei posti disponibili occupati. In particolare, ad assistere all’Allianz Arena alla prima partita del Bayern Monaco in casa – la squadra di Monaco di Baviera che ha vinto gli ultimi due campionati ed è attualmente una delle più forti del mondo – c’erano 75mila persone: in pratica non c’era nemmeno un posto libero.

La Serie A, il campionato di calcio più importante d’Italia, è in fondo alla classifica: erano occupati solo il 55,8 per cento dei posti. Inoltre le due partite meno frequentate, tenendo conto di tutti e sei i campionati in questione, appartengono entrambe al campionato italiano. La meno frequentata in rapporto alla capienza dello stadio in cui si è giocata è stata Udinese-Empoli, a cui hanno assistito 7.889 persone a fronte dei più di 30.000 posti disponibili allo stadio Friuli di Udine. La seconda partita con meno spettatori in rapporto alla capienza dello stadio è stata invece Milan-Lazio, a cui hanno assistito 36.674 spettatori in rapporto ai circa 80.000 posti dello stadio Giuseppe Meazza di Milano (che cioè era pieno al 44,4 per cento).

guardian
(Guardian)

Il paragone fornisce ulteriori argomenti a quanti sostengono che gli stadi italiani siano attualmente troppo grandi – considerando anche il calo del numero degli spettatori – e soprattutto poco accoglienti e sicuri per attrarre un numero maggiore di persone: inoltre la grandissima parte degli stadi italiani non è di proprietà delle squadre che ci giocano, che quindi non hanno interesse a spendere soldi in migliorie strutturali.

La politica della federazione calcistica britannica sugli stadi cambiò invece a partire dall’inizio degli anni Novanta, quando in seguito alla cosiddetta strage di Hillsborough – in cui morirono 96 tifosi del Liverpool a causa dell’inadeguatezza dello stadio di Hillsborough di Sheffield – il governo mise a disposizione delle squadre un fondo per ristrutturare il proprio stadio o costruirne uno da zero. Inevitabilmente, però, nel corso degli anni la costruzione e la gestione di impianti del genere hanno comportato un notevole aumento dei prezzi dei biglietti, considerato da alcuni una misura per fare una rozza “selezione sociale” del pubblico.

Secondo un altro studio del Guardian pubblicato all’inizio del 2013, infatti, la Premier League è il campionato europeo di calcio in cui il costo medio del biglietto più economico è il più elevato: mediamente un biglietto di Premier League costa circa il doppio del biglietto più economico per una partita di Bundesliga, i biglietti dove costano anche meno che in Liga e in Serie A. Al contrario, però, i biglietti più costosi disponibili in Inghilterra sono mediamente vicini a quelli più costosi della Bundesliga, e costano la metà di quelli disponibili in Spagna.

nella foto: alcuni tifosi del Bayern Monaco durante una partita contro il Wolfsburg del 22 agosto 2014 (Stuart Franklin/Getty Images For MAN)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.