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  • venerdì 5 Settembre 2014

Oggi la tregua in Ucraina, forse

A Minsk sono cominciati i colloqui tra Russia, Ucraina e separatisti filo-russi, mentre i leader dei paesi NATO sono riuniti in Galles (e parlano di nuove sanzioni contro la Russia)

Venerdì è il secondo e ultimo giorno del vertice NATO organizzato in Galles, nel Regno Unito, per discutere di sicurezza internazionale e in primo luogo del conflitto in Ucraina orientale. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato che da venerdì l’esercito ucraino comincerà a osservare un cessate il fuoco nella guerra che da mesi sta combattendo contro i ribelli filorussi nell’est del paese. Nel frattempo è cominciato a Minsk, in Bielorussia, l’incontro tra diplomatici ucraini, russi e rappresentanti dei ribelli dell’Ucraina orientale. L’incontro dovrebbe fissare i termini di una tragua di lunga durata ed era l’unica condizione posta da Poroshenko per dare il via libera al cessate il fuoco nel pomeriggio di venerdì. Mercoledì scorso Poroshenko aveva parlato di un accordo raggiunto con la Russia per un cessate il fuoco in Ucraina dell’est, ma aveva poi ritrattato quando anche la Russia aveva ridimensionato l’intesa. A margine della riunione della NATO tenusi in Galles, giovedì Poroshenko aveva dichiarato:

«Alle 14:00 ora locale di venerdì, se la riunione di Minsk si terrà come previsto, chiamerò lo Stato Maggiore dell’esercito per procedere all’organizzazione di un cessate il fuoco bilaterale e la nostra speranza è che l’implementazione del piano di pace possa cominciare domani stesso».

Già nei giorni scorsi Poroshenko si era detto fiducioso che venerdì 5 settembre, con il previsto incontro a Minsk, avrebbe potuto cominciare un piano di pace per risolvere il conflitto in Ucraina dell’est. Vladimir Putin aveva detto ai giornalisti mercoledì di considerare possibile che si arrivasse in due giorni a una tregua a condizione di rispettare sette punti. Il capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk e Luhansk, scrive Russia Today, ha detto di essere pronto a cominciare il cessate il fuoco di venerdì a condizione che Kiev sottoscriva un piano per una risoluzione politica del conflitto. Venerdì, durante un’intervista a BBC Poroshenko ha detto di avere molti dubbi sul fatto che il cessate il fuoco possa durare a lungo.

Durante l’incontro in Galles, i leader dei paesi membri della NATO hanno annunciato la creazione di una forza di intervento rapido, composta da alcune migliaia di soldati che sarà schierata nei paesi dell’Europa orientale. Giovedì, il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, aveva detto di essere molto cauto sulle voci di una possibile tregua, ricordando che già in passato si era parlato di una sospensione delle ostilità senza il raggiungimento di qualcosa di concreto. L’Unione Europea e gli Stati Uniti sono pronti a intervenire con una nuova serie di dure sanzioni economiche nei confronti della Russia, ma prima di metterle in atto attenderanno l’esito del previsto incontro a Minsk. Giovedì i leader partecipanti al vertice NATO hanno concordato sulla necessità di sostenere finanziariamente l’esercito dell’Ucraina, offrendo soprattutto una migliore assistenza sanitaria per i soldati feriti.

Mentre si parla di un possibile cessate il fuoco, in Ucraina dell’est la guerra prosegue con nuovi attacchi da parte dei separatisti filorussi, soprattutto nelle regioni meridionali dell’area. Nella mattina di venerdì, un corrispondente di BBC News ha confermato di avere sentito diverse esplosioni da colpi di artiglieria nei pressi dell’area portuale di Mariupol, ritenuta strategica dall’esercito ucraino per impedire l’avanzata dei separatisti filo-russi, che conquistandola potrebbero rendere più semplice la creazione di un collegamento via terra tra la Russia e la Crimea.

 

Per tutta la mattina di venerdì sono continuate ad arrivare notizie di bombardamenti e scontri nei dintorni di Mariupol. Intanto il Consiglio nazionale di difesa dell’Ucraina ha pubblicato una mappa aggiornata che mostra gli sviluppi in Ucraina dopo i combattimenti degli ultimi giorni. Nella cartina si possono vedere chiaramente i progressi compiuti dai ribelli, ottenuti secondo moltissimi osservatori, grazie all’arrivo di massicci aiuti militari dalla Russia.

Foto: Le macerie di una casa a Debaltseve, in Ucraina, dopo i bombardamenti di giovedì 4 settembre. (ANATOLII STEPANOV/AFP/Getty Images)