Il gasdotto tra Slovacchia e Ucraina

È stato inaugurato oggi e porta metano dalla UE verso est, per aiutare l'Ucraina in caso di sospensioni delle forniture russe

Martedì 2 settembre a Veľké Kapušany, una città nell’est della Slovacchia a pochi chilometri dal confine ucraino, è stato inaugurato un gasdotto che servirà per rifornire di gas naturale l’Ucraina e a compensare eventuali prolungati tagli delle forniture di metano da parte della Russia. Il gasdotto è uno dei pochi a portare il gas da occidente verso oriente dall’Unione Europea, e a pieno regime dovrebbe permettere di coprire circa il 20 per cento della domanda di gas da parte dell’Ucraina. L’apertura dell’impianto è considerata un importante passo avanti dalle autorità dell’Unione Europea, che vuole mantenere la sua influenza sull’Ucraina ora che il paese è impegnato in un difficile conflitto con la Russia, che lo scorso marzo ha portato all’annessione della Crimea da parte del governo russo.

Durante la cerimonia di inaugurazione, il primo ministro dell’Ucraina, Arseny Yatsenyuk, ha detto che il gasdotto dimostra quanto il suo paese sia sempre più vicino all’Unione Europea: “Oggi l’Ucraina può dire di avere compiuto il primo passo insieme con i nostri amici slovacchi e con quelli della Commissione Europea per diversificare le forniture di energia e per ridurre la dipendenza energetica” dalla Russia. A inizio estate il gestore delle forniture di gas russo, la società Gazprom, ha tagliato le forniture verso l’Ucraina, a causa di una disputa ancora non risolta sul pagamento di vecchie forniture e in seguito alla crisi nell’est del paese.

Come ricorda l’agenzia di stampa Reuters, la Russia aveva già tagliato in passato le forniture di gas verso l’Ucraina, nel 2006 e poi nel 2009, con ripercussioni anche sulle forniture di alcuni paesi dell’Unione Europea. Il taglio di quest’anno interessa, invece, la sola Ucraina, attraverso la quale continuano a transitare i milioni di metri cubi di gas consumati in Europa occidentale. Secondo gli esperti, le cose per l’UE non dovrebbero cambiare nei prossimi mesi, anche perché il governo russo ricava molto denaro dalla vendita del suo gas, mentre senza gasdotti di appoggio come quello inaugurato in Slovacchia potevano esserci problemi per l’Ucraina nei mesi freddi, nel caso del perdurare dei tagli alle forniture.

Il Commissario per le politiche energetiche dell’Unione Europea, Günther Oettinger, ha comunque detto che nel caso di tagli più generalizzati decisi dal governo russo “ci sarà solidarietà nell’Unione verso i paesi del blocco sud-orientale”. La Germania sarà probabilmente il principale fornitore di gas, in caso di emergenza, grazie alle riserve di cui dispone e al fatto di potere contare su forniture da nord e ovest, grazie ai gasdotti che la collegano agli impianti del Mare del Nord. Il paese dispone inoltre delle infrastrutture necessarie per gestire l’arrivo di gas in forma liquida dai paesi del Nordafrica e del Medio Oriente, scaricato nei Paesi Bassi e in Belgio.

Come spiegava l’Economist lo scorso aprile, quando fu stretto l’accordo tra Ucraina e Slovacchia, parte del gas pompato verso il territorio ucraino sarà inevitabilmente di origine russa: “Buona parte del gas naturale sarà con ogni probabilità della Russia (anche se a prezzo più basso), proveniente dal gasdotto che passa sotto il Mar Baltico e che poi raggiunge la Germania prima di essere pompato verso sud”.

Il gasdotto inaugurato martedì è stato realizzato migliorando e ingrandendo una precedente infrastruttura, rimasta a lungo inutilizzata, e può portare fino a 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Altri due gasdotti, uno in Polonia e l’altro in Ungheria, sono collegati con l’Ucraina e potranno fornire altro gas per ridurre ulteriormente la dipendenza energetica del paese dalla Russia.

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