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  • lunedì 18 Agosto 2014

E le indagini sul volo MH17?

A che punto sono le analisi delle scatole nere, le indagini e l'identificazione dei corpi, a poco più di un mese dall'incidente aereo in cui sono morte 298 persone

È passato poco più di un mese da quando un aereo della Malaysia Airlines con a bordo 298 persone – per la maggior parte olandesi (193) – è precipitato nei pressi del villaggio di Grabovo, in Ucraina orientale, mentre viaggiava da Amsterdam (Olanda) verso Kuala Lumpur (Malesia). La questione dell’abbattimento dell’aereo – e le molte complicazioni legate alle indagini – vanno necessariamente inserite nel contesto di quello che sta accadendo nel paese tra le forze governative e i ribelli filo-russi. Le ricerche sono state ostacolate dai combattimenti, sembra ormai certo che diverse prove siano state sottratte dalla scena del volo, non si sa ancora per certo chi sia il colpevole dell’abbattimento.

MH17

Le indagini e le scatole nere
Lo scorso 31 luglio, dopo diversi tentativi andati a vuoto, esperti forensi e agenti di polizia olandesi e australiani – arrivati nell’Ucraina dell’est per investigare sul volo MH17 – sono riusciti a raggiungere il luogo dell’incidente. La squadra era stata inviata anche con il compito di proteggere il sito e recuperare i resti delle vittime. Il 6 agosto, durante una conferenza stampa, il primo ministro olandese Mark Rutte aveva però dichiarato di aver ordinato l’interruzione delle ricerche, a causa dell’instabilità e della pericolosità della situazione. Il gruppo di esperti era stato pertanto richiamato all’Aia.

Wim van der Weegen, portavoce del Consiglio di sicurezza olandese, ha confermato che sono state comunque raccolte «informazioni sufficienti per compilare un rapporto preliminare» e che questo documento sarà reso pubblico la prima settimana di settembre. La relazione preliminare – per quella definitiva si dovranno attendere dei mesi – conterrà informazioni provenienti da diverse fonti: le trascrizioni delle comunicazioni avvenute tra l’equipaggio e il dispatcher di volo, cioè il responsabile delle fasi di volo, varie immagini satellitari e le informazioni provenienti dalle scatole nere.

Le scatole nere del volo erano state recuperate dai ribelli e poi consegnate alle autorità malesi. Diversi esperti hanno fatto però notare come si trattasse di modelli piuttosto antiquati, che avrebbero potuto fornire informazioni limitate sulla sequenza degli eventi. Alla fine di luglio il portavoce della sicurezza nazionale del governo ucraino, Andriy Lysenko, aveva annunciato che dall’analisi delle scatole nere risultava che l’aereo fosse precipitato a causa di “una fortissima decompressione esplosiva” avvenuta dopo esser stato colpito da alcuni frammenti di un missile. Non era però ben chiaro dove Lysenko avesse recuperato queste informazioni, e le autorità olandesi avevano da subito negato che si trattasse di notizie passate da loro. Il governo olandese ha fatto sapere semplicemente che dalla scatole nere è stata scaricata qualche informazione utile, senza fornire però alcun dettaglio sul contenuto. Qualche notizia si avrà quindi solamente dopo la pubblicazione del rapporto preliminare.

I corpi
Mercoledì 23 luglio i primi corpi dei passeggeri – partiti dall’aeroporto di Kharkiv, in Ucraina orientale, dopo esser stati trasportati nei vagoni refrigerati di due treni provenienti da Torez – erano arrivati a Eindhoven, in Olanda, ed erano stati trasferiti alla base militare di Hilversum per l’identificazione. Si trattava di 228 bare, ma non è ancora chiaro a quanti corpi effettivamente corrispondano.

Venerdì scorso il governo olandese ha annunciato che nella base militare di Hilversum, a sud est di Amsterdam, sono stati identificati 127 corpi. Di questi, 86 appartengono a cittadini olandesi, e i restanti 41 a persone che provengono dalle altre 10 nazioni che avevano cittadini a bordo del volo. Un portavoce della squadra forense olandese ha detto che sono al lavoro circa 100 specialisti, che l’identificazione finora è avvenuta sui 176 corpi che sono arrivati relativamente integri e che è avvenuta attraverso l’analisi delle impronte dentali e delle impronte digitali. Alcuni resti – non è chiaro quanti – si trovano ancora sul luogo dell’incidente.

Mark Rutte ha detto che le ricerche per ora si sono fermate, ma ha anche promesso alle famiglie delle vittime che riprenderanno in futuro, quando l’Ucraina sarà «più stabile». La scorsa settimana Malaysia Airlines ha annunciato che aveva iniziato a distribuire 5.000 dollari ai familiari delle vittime, senza però specificare il numero di persone che finora avevano effettivamente ricevuto i fondi per questioni di privacy.

Le accuse reciproche
Nel frattempo proseguono le reciproche accuse tra filo-russi, ucraini, Russia e Stati Uniti. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che la colpa dell’incidente va attribuita alla leadership ucraina, che ha prolungato il conflitto nel paese; l’esercito russo ha presentato immagini e dati che mostrerebbero un caccia ucraino in coda al Boeing MH17 prima dell’incidente. Il governo ucraino e quello americano hanno accusato dell’abbattimento i ribelli filo-russi, che controllano la zona, sostenendo che l’MH17 è stato scambiato per un aereo militare ucraino e quindi abbattuto con un missile BUK. Il 23 luglio l’intelligence statunitense aveva diffuso informazioni che proverebbero questa teoria.

(Le indagini sull’abbattimento del volo MH17)

In ogni caso sembrano mancare ancora – nelle rispettive versioni – molti pezzi della storia. Diversi esperti di sicurezza sostengono che gli investigatori internazionali saranno probabilmente in grado – già nell’analisi preliminare – di determinare cosa ha causato l’incidente. Ma il Consiglio di sicurezza olandese ha anche detto che il loro obiettivo principale è indagare la causa dell’incidente, non trovare un colpevole.