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  • venerdì 18 luglio 2014

Processo Ruby, Berlusconi assolto in appello

Era stato condannato in primo grado a sette anni per concussione e prostituzione minorile, la sentenza è stata ribaltata

La seconda Corte d’appello di Milano ha assolto Silvio Berlusconi nel cosiddetto “processo Ruby”. Il 24 giugno del 2013 Berlusconi era stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per concussione per costrizione più uno per prostituzione minorile e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Berlusconi è stato assolto per la concussione «perché il fatto non sussiste», e per induzione alla prostituzione minorile «perché il fatto non costituisce reato». Entro novanta giorni saranno depositate le motivazioni. L’avvocato di Berlusconi Franco Coppi ha dichiarato: «È una sentenza che va oltre le più rosee previsioni». La procura generale, che in aula aveva chiesto la conferma integrale della condanna in primo grado, farà molto probabilmente ricorso in Cassazione.

Berlusconi era accusato di avere avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne marocchina, Karima el Marough, “Ruby”, benché fosse consapevole che era minorenne, e anche di aver chiamato la Questura di Milano abusando della sua qualità di presidente del Consiglio per indurre i poliziotti ad affidare la ragazza – trattenuta per un sospetto furto – a Nicole Minetti, all’epoca consigliera regionale del PdL in Lombardia e sua amica personale.

Nel chiedere la conferma in appello della sentenza, l’accusa era partita dalla ricostruzione di quella notte in Questura tra il 27 e il 28 maggio del 2010. Secondo il procuratore generale De Petris, Berlusconi avrebbe fatto pressioni sul capo di Gabinetto della Questura, Pietro Ostuni, e di conseguenza sul funzionario Giorgia Iafrate, ordinando loro attraverso una “minaccia implicita” di consegnare la ragazza. Quanto al reato di prostituzione minorile, per l’accusa “era certa l’attività di meretricio della minorenne”. La difesa di Berlusconi, invece, ha chiesto l’assoluzione per insussistenza dei fatti contestati puntando su una serie di tecnicismi processuali, tra cui l’inutilizzabilità delle intercettazioni. Nei confronti di Ostuni, sempre secondo la difesa, ci fu solo una “sollecitazione”. La stessa Ruby, inoltre, ha sempre negato di aver fatto sesso con Silvio Berlusconi.

Nel luglio del 2013, sempre in primo grado, per gli stessi fatti, ma in un processo separato, “Ruby bis”, la quinta sezione penale del tribunale di Milano aveva condannato Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, per induzione e sfruttamento della prostituzione. Mora e Fede erano stati condannati a 7 anni e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici, mentre Minetti aveva ricevuto una condanna a 5 anni di reclusione e 5 anni di interdizione.

Berlusconi sta scontando un anno in affidamento ai servizi sociali per la frode fiscale sui diritti televisivi. Scrive il Sole 24 Ore:

«Nei giorni scorsi la procura di Bari ne ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle escort a Palazzo Grazioli. E a Milano il leader di Forza Italia è iscritto nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta Ruby ter centrata sulla presunta corruzione dei testimoni e sulle presunte false testimonianze nel processo Ruby. Titolare dell’inchiesta è il procuratore aggiunto Pietro Forno, lo stesso pm che per primo raccolse le confessioni di Ruby sulle «cene eleganti» di Arcore».

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