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  • lunedì 14 luglio 2014

C’è un caso Mogherini in Europa?

Il Financial Times scrive che alcuni paesi la considerano troppo filo-russa e per questo non la vogliono come Alto rappresentante UE per la politica estera

Inizia oggi in Europa una settimana piuttosto importante. Domani martedì 15 luglio, alle 12:30, i 751 deputati del Parlamento Europeo saranno chiamati ad approvare la nomina di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione Europea (e non dovrebbero esserci sorprese). Il giorno dopo, mercoledì 16, si svolgerà un Consiglio Europeo straordinario nel corso del quale i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea dovrebbero definire alcune altre nomine importanti: quella del presidente del Consiglio Europeo stesso (ricoperta oggi da Herman Van Rompuy), quella del commissario europeo per gli Affari economici e monetari e quella dell’Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, ricoperto dal 2009 dalla britannica Catherine Ashton, del PSE.

L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza è sostanzialmente il ministro degli Esteri dell’Unione, ed è anche membro e vicepresidente della Commissione europea. Per sostituire Catherine Ashton da settimane circola il nome dell’attuale ministro degli Esteri dell’Italia Federica Mogherini, anche perché si ritiene che l’ottimo risultato del PD alle Europee – il partito più votato in Europa – e l’assenza di italiani dalle altre nomine rilevanti possa dare all’Italia un incarico importante tra i prossimi che saranno stabiliti. Secondo un articolo del Financial Times pubblicato domenica 13 luglio e che cita fonti della diplomazia Ue, però, un gruppo di paesi dell’est Europa sarebbe contrario all’eventuale nomina di Federica Mogherini perché la considerano eccessivamente filo-russa.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, la campagna contro la nomina di Mogherini sarebbe portata avanti da Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia, forti sostenitori di sanzioni contro la Russia per la crisi in Ucraina (e timorosi di ritorsioni economiche e politiche, se non addirittura militari, per ogni tentativo di uscita dall’area di influenza russa). La settimana scorsa Federica Mogherini ha invitato Vladimir Putin a un summit che si svolgerà a Milano, ed è stata di recente al Cremlino – anche a nome della presidenza italiana della UE – dove ha incontrato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov per parlare, tra le altre cose, del gasdotto South Stream. Si tratta di un progetto molto controverso, appoggiato dall’Italia e dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che vede la partecipazione di ENI, della francese EDF e della tedesca Wintershall e della russa Gazprom, e che consiste nella realizzazione di un gasdotto che connetterà direttamente Russia ed Unione Europea attraverso il Mar Nero e i Balcani senza passare per l’Ucraina. In generale le sue posizioni sono piuttosto “realiste”, almeno per come le aveva descritte in una lunga intervista al Foglio: Mogherini pensa che con la Russia serva “il dialogo” e che sull’Ucraina “non si può ragionare solo parlando di buoni e cattivi”.

Il Financial Times scrive poi che la nomina di Mogherini non sarebbe ben vista anche all’interno del blocco di centrodestra al Parlamento Europeo, a causa della sua inesperienza. Mogherini ha 41 anni ed è stata eletta per la prima volta in Parlamento nel 2008 con il Partito Democratico, e rieletta poi nel 2013. È laureata in scienze politiche. Fa parte dell’Istituto Affari Internazionali, del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti e del Network europeo per il Disarmo e la Non Proliferazione Nucleare.

Come alternativa, per l’incarico di Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza dell’UE, sarebbero stati proposti il polacco Radoslaw Sikorski e lo svedese Carl Bildt, sostenitori di una linea più dura contro Putin e la Russia. Queste candidature però sarebbero probabilmente scartate per motivi opposti e simmetrici a quelli riguardo Federica Mogherini; un possibile compromesso sarebbe la nomina della bulgara Kristalina Georgieva, commissario uscente agli aiuti umanitari ed ex dirigente della Banca Mondiale.

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