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  • domenica 29 Giugno 2014

Da dove salta fuori James Rodríguez?

Ha 22 anni e gioca nella Colombia: finora è il calciatore che ha segnato più gol nel Mondiale (e ha una storia interessante)

Sabato 28 giugno la Colombia ha vinto 2-0 e largamente dominato la partita degli ottavi di finale contro l’Uruguay grazie a due gol segnati da uno dei migliori calciatori di questo Mondiale in Brasile: il 22enne James Rodríguez, che ha già segnato cinque gol – in quattro partite – e al momento è il giocatore che ne ha segnati di più in tutto il torneo. In particolare il primo gol contro l’Uruguay – anche per l’azione di squadra che lo ha preceduto – è con ogni probabilità tra i due o tre più belli di tutto il Mondiale. Rodríguez gioca nel Monaco, squadra francese di prima divisione, e di lui finora – anche tra gli impallinati di calcio – si sapeva che è un promettente centrocampista esterno, con un gran tiro e pure un’ottima visione di gioco, ma non uno di cui molti avrebbero potuto parlare come del migliore del Mondiale dopo quattro partite.

L’allenatore dell’Uruguay Oscar Tabarez, avversario della Colombia agli ottavi di finale, ha paragonato Rodríguez a giocatori come Maradona e Messi, dicendo al termine della partita: «Secondo me i talenti speciali sono quelli che fanno cose completamente fuori dal comune, e penso che Rodríguez sia il giocatore più forte del Mondiale, non sto esagerando».

(Le prime pagine colombiane sulla vittoria contro l’Uruguay)

Come gioca di solito
Rodríguez è stato acquistato l’estate scorsa dal Monaco, che ha pagato una cifra considerevole – circa 45 milioni di euro – al Porto, la squadra portoghese con cui Rodríguez giocava da tre stagioni. È un mancino, e cioè tira bene soprattutto di sinistro, e solitamente nel Monaco gioca sulla fascia destra più esterna del centrocampo, una posizione che gli permette sia di accentrarsi e tirare, sia di proseguire in corsa verso il fondo del campo e passare la palla ai compagni più vicini alla porta avversaria. In questa stagione in Ligue 1 – il principale campionato francese di calcio – è stato il giocatore che ha fatto più assist di tutti: 12 in 30 partite, e ha segnato 9 gol.

Come sta giocando adesso
Non soltanto per queste ragioni era comprensibile che Rodríguez fosse uno dei calciatori colombiani più attesi al Mondiale in Brasile: almeno una parte delle concause e dei motivi tecnici delle sue straordinarie prestazioni – in gran parte inattese – è riconducibile all’assenza dell’attaccante più noto e più forte della Colombia, il ventottenne Radamel Falcao, che gioca anche lui nel Monaco e che non ha potuto prendere parte al Mondiale a causa di un infortunio al ginocchio che gli ha impedito di giocare fin dallo scorso gennaio. La sua assenza ha indotto l’allenatore della Colombia, il 64enne argentino José Pékerman, a spostare la posizione di Rodríguez in campo: non più ala esterna ma trequartista o seconda punta, in posizione molto più centrale e praticamente quasi sempre presente in ogni azione di attacco della Colombia.

È stata una gran mossa, per adesso, perché non soltanto Rodríguez ha mostrato una certa facilità nel fare gol – anche grandi gol – ma perché continua a servire assist ai suoi compagni, che è una cosa che gli riesce molto bene, e a inserirsi in area sui cross o le sponde provenienti dalla fascia, come in occasione del secondo gol di ieri. In pratica: sa a chi passare la palla per permettergli di far gol, e altrimenti ci pensa da solo e il gol lo fa lui.

Da dove è saltato fuori
Rodríguez è nato a Cúcuta, che sta nel nord della Colombia quasi al confine col Venezuela, ma è cresciuto a Ibagué col suo padrino (il padre, un ex calciatore pure lui, non era molto presente). Di lui si racconta che quando aveva due anni fu portato ad assistere all’allenamento della sua squadra preferita, il Cooperamos Tolima, una squadra di seconda divisione poi fallita, e che scese in campo a imitare i movimenti dei calciatori in allenamento. Poi cominciò a frequentare la scuola di calcio proprio lì, nell’Academia Tolimense. Ma fu nel 2004, quando aveva solo 13 anni, che si fece notare come miglior marcatore – segnando, tra le altre cose, un gol direttamente da calcio d’angolo – al Pony Fútbol, un torneo di calcio a cui partecipano i più promettenti giocatori delle squadre giovanili di tutta la Colombia (11 dei 30 preconvocati da Pékerman per questo Mondiale, come anche lo stesso Falcao, hanno partecipato da giovani al Pony Fútbol).

In mezzo al pubblico del Pony Fútbol del 2004 c’era anche Gustavo Adolfo Upegui López, che era il presidente della squadra di calcio di Envigado, un comune di Antioquia: volle subito Rodríguez nella sua squadra e riuscì ad acquistarlo, provocando peraltro le contestazioni dell’Academia Tolimense, che accusò Upegui di scorrettezze. Upegui era noto non soltanto come presidente dell’Envigado ma anche come personaggio legato alla criminalità colombiana interessata al traffico di droga: era già stato in prigione per quasi due anni, nel 1998, e finì ammazzato nel 2006.

All’Envigado e poi al Banfield, in Argentina
Per giocare nell’Envigado Rodríguez si trasferì a Medellín insieme alla sua famiglia, e di quei tempi si racconta che andasse solitamente dall’allenatore Omar Suárez per chiedere sessioni di allenamento private a pagamento, dopo quelle sostenuti con i compagni. «Dice tutto di lui: quale altro ragazzo a quell’età prenderebbe in considerazione di pagare per allenamenti extra per essere il migliore di tutti?», raccontò poi Omar Suárez. Con l’Envigado, nella massima divisione del calcio colombiano, Rodríguez giocò soltanto due stagioni, talmente bene che la società argentina del Banfield – una delle più antiche del campionato argentino – decise di acquistarlo nel 2008.

Pur essendo una delle squadre con più tifosi nel sud del paese, il Banfield non aveva mai vinto un campionato nella sua storia. Ci riuscì nel 2009, con Rodríguez, che fu anche il più giovane calciatore straniero a esordire nel campionato argentino. L’allenatore del Banfield, consapevole che da lì a poco Rodríguez sarebbe stato conteso da grandi società calcistiche internazionali (lo prese il Porto, appunto), disse: «Questo ragazzo vincerà qualcosa di speciale con la nazionale».

Foto: AP Photo/Natacha Pisarenko