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  • martedì 24 Giugno 2014

Italia-Uruguay, dentro o fuori

Guida alla prima partita decisiva per l'Italia ai Mondiali: chi giocherà? Chi sarà l'arbitro? Farà caldo? Ce la faremo? Tutte le risposte, tranne l'ultima

Alle 18 – ora italiana – Italia e Uruguay giocheranno contro nell’ultima partita del girone D dei Mondiali. Sarà una specie di spareggio: entrambe le squadre hanno tre punti in classifica, ottenuti peraltro nello stesso modo (vittoria con l’Inghilterra e sconfitta con il Costa Rica). Chi vince passa agli ottavi, chi perde torna a casa. Grazie alla migliore differenza reti, però, all’Italia sarà sufficiente pareggiare per ottenere la qualificazione.

Dopo aver giocato una buona partita contro l’Inghilterra il 14 giugno, l’Italia si è trovata molto in difficoltà contro il Costa Rica. Uno dei problemi più volte sottolineati in questi giorni dagli osservatori è l’apparente cattiva condizione fisica della maggior parte della squadra: molti giocatori per larghi tratti dell’ultima partita sembravano lenti e stanchi. A ciò si aggiunge che la squadra sembrava non avere una chiara idea di come disporsi in campo, e le tre sostituzioni operate dall’allenatore Prandelli non sono riuscite a cambiare la partita.

Come stiamo, come giocheremo?
L’unico infortunato della rosa è Daniele De Rossi, che si è fatto male al soleo – un muscolo situato nella parte inferiore del polpaccio – nella parte finale della partita contro il Costa Rica. Enrico Castellacci, il medico della Nazionale, ha detto che non potrà sicuramente giocare contro l’Uruguay e che un infortunio del genere «richiede di solito diversi giorni» per essere curato. Il terzino del Milan Mattia De Sciglio, invece, ha recuperato completamente dalla contrattura muscolare che gli aveva fatto saltare le prime due partite.

Secondo tutti i giornali Prandelli utilizzerà il 3-5-2, un modulo già adottato con buoni risultati nella partita inaugurale degli Europei del 2012 contro la Spagna e il 10 settembre 2013, durante la partita di qualificazione per i Mondiali contro la Repubblica Ceca. Fra le altre cose è il modulo utilizzato nell’ultima stagione da diverse squadre italiane, fra cui Juventus, Parma e Torino.

Con ogni probabilità De Sciglio verrà schierato titolare al posto di Ignazio Abate, che ha giocato male contro il Costa Rica. Leonardo Bonucci dovrebbe far parte dei tre difensori centrali, assieme ad Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini: la difesa titolare della Juventus, insomma. A centrocampo quasi sicuramente sarà lasciato fuori Thiago Motta, uscito all’intervallo contro il Costa Rica: al suo posto dovrebbe giocare Marco Verratti. In attacco, accanto a Mario Balotelli dovrebbe giocare Ciro Immobile, capocannoniere dell’ultima stagione di Serie A con 22 gol e da poco comprato dal Borussia Dortmund. A sinistra giocherà Darmian, al centro del campo naturalmente Pirlo, Marchisio giocherà probabilmente più indietro rispetto alle ultime partite.

Secondo la completa analisi di Daniele Manusia sull’Ultimo Uomo, un modulo del genere dovrebbe rinforzare a dovere il centrocampo senza richiedere un lavoro eccessivamente dispendioso a Marchisio e Candreva, che nelle scorse partite facevano un po’ tutto senza fare bene nulla; inoltre l’inserimento di Immobile «potrebbe strappare un po’ di profondità alla difesa [avversaria] mentre Balotelli può fare da riferimento, e ci sarebbe anche modo di fare qualche azione veloce e pericolosa con una mezzala e un terzino».

E loro?
La squadra dell’Uruguay, considerata da molti un po’ logora, è praticamente la stessa che arrivò quarta ai Mondiali del 2010 ma con quattro anni in più. È allenata dall’esperto Óscar Tabárez e nelle prime due partite ha giocato con due versioni diverse del 4-4-2: una volta in attacco ha schierato, accanto a Edinson Cavani, il 35enne Diego Forlán; la seconda volta accanto a Cavani c’era il fortissimo attaccante del Liverpool Luis Suárez, di ritorno da un infortunio. Gli stessi che si troverà davanti l’Italia.

Il centrocampo è stato formato entrambe le volte da quattro giocatori: Arévalo Rios e Cristian Rodríguez hanno giocate entrambe le partite, mentre si sono alternati Walter Gargano, Cristian Stuani (nella prima) e Nicolás Lodeiro e Álvaro Rafael González (nella seconda). Nessuno di questi è un fenomeno: il sistema di gioco dell’Uruguay sta tutto nel difendere bene (e a volte un po’ rozzamente) e far arrivare il più presto possibile la palla a Cavani e Suárez, meglio se in contropiede o in velocità.

In difesa, oltre a due centrali un po’ lenti – ma uno è Diego Godin, buon difensore dell’Atletico Madrid – troveremo forse due specie quasi scarti del campionato italiano, e cioè il 27enne Martín Cáceres (difensore di riserva nella Juventus) e Álvaro Pereira, deludentissimo ex terzino dell’Inter (ora gioca in prestito al San Paolo).

Chi è l’arbitro?
Marco Antonio Rodríguez Moreno – sì, si chiama (anche) Moreno – ha 40 anni ed è messicano. È un pastore protestante. È un arbitro internazionale dal 2000. Non ha mai arbitrato l’Italia, ma diresse la finale del Mondiale per club fra Milan e Boca Juniors nel 2007. Recentemente, in una partita dell’ultima Coppa Libertadores fra Atletico Nacional e Nacional, espulse il colombiano dell’Atletico Nacional Alejandro Bernal dopo 24 secondi.

Che tempo fara?
Secondo il sito di previsioni AccuWeather, a Natal il tempo sarà soleggiato e ci saranno circa 28 gradi, con il 69 per cento di umidità. Quindi molto caldo ma non torrido, almeno in teoria.

Un precedente ravvicinato
Meno di un anno fa, il 30 giugno 2013, Italia e Uruguay hanno giocato contro nella finale per il terzo posto della Confederations Cup. Fu una bella partita: l’Italia andò in vantaggio grazie a una bella punizione di Diamanti, che sbattendo sul palo e sul portiere avversario permise a Davide Astori di segnare a porta vuota. L’Uruguay pareggiò con Cavani al termine di una bella azione in contropiede. Il 2-1 fu segnato da una gran punizione dello stesso Diamanti, e a 12 minuti dalla fine segnò ancora Cavani, anche lui su punizione. L’Uruguay era composto più o meno dagli stessi giocatori di adesso. Nell’Italia, complice il fatto che non c’era più nulla in palio, Prandelli scelse di far giocare le riserve: in campo c’erano solo tre probabili titolari di stasera (Buffon, De Sciglio e Chiellini).

Quindi?
In condizioni normali l’Italia sarebbe probabilmente la favorita, più per demeriti dell’Uruguay che per quanto fatto vedere negli ultimi tempi: tuttavia l’Uruguay arriva da una bella vittoria con l’Inghilterra ottenuta soprattutto grazie a Suárez (si era infortunato al menisco il 22 maggio, e da allora non si era praticamente allenato) e l’Italia dalla brutta partita con il Costa Rica, giocata malissimo. Qui al Post – dove abbiamo unanimemente predetto che avremmo passato di certo il girone – qualche sicurezza è vacillata.

foto: Claudio Villa/Getty Images