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  • lunedì 16 Giugno 2014

Il gol dato alla Francia dalla nuova tecnologia

Per la prima volta il sistema che rileva se la palla ha passato o meno la linea di porta ha prevalso sull'osservazione umana

Domenica 15 giugno si è giocata Francia-Honduras, partita valida per la prima giornata del girone E dei Mondiali di calcio, in corso in Brasile. È stata una partita senza grandi sorprese, vinta facilmente dalla Francia per 3-0: verrà però probabilmente ricordata perché per la prima volta la “Goal Line Technology” – la tecnologia che permette di rilevare se e quando il pallone ha varcato completamente la linea di porta – è stata determinante nell’assegnare un gol ai Mondiali.

A tre minuti dall’inizio del secondo tempo, infatti, un tiro dalla sinistra dell’attaccante francese Karim Benzema è rimbalzato sul palo ed è finito addosso al portiere, che lo ha involontariamente fatto rimbalzare in porta (di pochissimo). A occhio nudo, come hanno dimostrato i pareri diversi di vari telecronisti e commentatori, sarebbe stato quasi impossibile giudicare se il pallone avesse superato completamente la linea o meno. A meno di un secondo dal gol, però, l’arbitro brasiliano Sandro Ricci lo ha convalidato senza esitazioni.

Questo è stato possibile grazie all’utilizzo del sistema GoalControl, prodotto per la FIFA da un’azienda tedesca. Un articolo pubblicato sul New York Times un anno fa ne spiegava bene il funzionamento.

Il sistema coinvolge 14 telecamere – sette per ciascuna porta – apparentemente simili a quelle presenti sopra agli sportelli del Bancomat. Ai Mondiali, saranno fissate alle passerelle vicino ai fari della luce degli stadi e scatteranno 500 foto al minuto a pieno formato per determinare la posizione della palla. Alcuni computer esamineranno le immagini in tempo reale, e quando la palla avrà passato la linea un segnale verrà inviato all’orologio dell’arbitro, che vibrando lo avviserà che un gol deve essere assegnato. […] Un replay dell’azione può quindi essere trasmesso sugli schermi dello stadio e sui canali che trasmettono le partite.

Subito dopo l’assegnazione del gol alla Francia, l’allenatore dell’Honduras Luis Suarez ha protestato molto poiché a suo dire «il sistema nei primi momenti aveva negato [che la palla fosse entrata]». Suarez, però, si riferisce al fatto che poco dopo il gol il sistema aveva valutato solo la prima parte dell’azione, quando ancora la palla non era ancora entrata in porta: per questo era apparsa per prima, sugli schermi dello stadio, la scritta «NO GOAL». Solo pochi secondi dopo, quando è stata proiettata la seconda parte dell’azione è stato evidente che il gol era stato assegnato (peraltro come autogol di Noel Valladares, il portiere dell’Honduras).

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La FIFA aveva autorizzato l’utilizzo della Goal Line Technology nell’estate del 2012, dopo che agli Europei di quell’anno un gol molto difficile da rilevare non fu assegnato all’Ucraina durante l’ultima partita del girone eliminatorio contro l’Inghilterra. L’Ucraina perse la partita e fu eliminata: il giorno dopo Sepp Blatter, il controverso presidente della FIFA, twittò che la GLT non era più «un’alternativa, ma una necessità». Nei mesi precedenti, si era invece detto contrario alla sua introduzione.

Un dirigente della GoalControl ha detto che l’applicazione dello stesso sistema per rilevare il fuorigioco – una violazione delle regole in cui l’attaccante parte più vicino alla porta dei difensori avversari nel momento in cui viene lanciato un pallone a lui diretto – è «certamente possibile: servirebbero solo un po’ di telecamere in più nello stadio».

nella foto: la grafica di GoalControl in occasione dell’ autogol del portiere Noel Valladares (AFP PHOTO / FRANCK FIFE); immagine in evidenza: Vinicius Costa/ Getty Images