• Italia
  • sabato 14 giugno 2014

La nuova Autorità nazionale anticorruzione

Cosa sappiamo finora (poco) dei nuovi poteri che avrà Raffaele Cantone, il presidente dell'autorità, dopo il decreto legge approvato venerdì dal governo

Venerdì 13 giugno il governo ha approvato un decreto legge con il quale, tra le altre cose, ha aumentato e arricchito i poteri di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione ed ex sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Come quasi sempre accade in questi casi, la conferenza stampa di presentazione del decreto è avvenuta senza che fosse pubblicamente distribuito un testo del decreto, quindi molte novità non sono ancora del tutto chiare.

Quella più grossa sembra comunque essere la soppressione dell’Autorità di controllo e vigilanza dei contratti e servizi, un’autorità indipendente che vigilava sulla correttezza degli appalti. Non è chiaro quando questa soppressione entrerà in vigore. I poteri della vecchia autorità confluiranno all’Anticorruzione di Cantone.

Si tratta di una serie di poteri piuttosto ampi, come per esempio la possibilità di richiedere a qualunque società o ente pubblico tutti i documenti relativi ad appalti o forniture di servizi alla pubblica amminsitrazione. Inoltre, grazie a questi poteri, l’Anticorruzione disporrà anche di un reparto della Guardia di Finanza per compiere ispezioni e indagini.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha spiegato che Cantone godrà anche di un altro potere. La sua autorità, in caso di sospetti di appalti truccati, potrà: «Segnalare e proporre commissariamento ad hoc non dell’azienda ma di quella parte dell’azienda che svolge il lavoro contestato redigendo una redigendo contabilità separata». I dettagli e le implicazioni di questo potere, però, non sono ancora chiari.

Infine, ha concluso Renzi: «C’è l’obbligo di segnalare immediatamente all’Autorità anticorruzione ogni variante d’opera: una novità vera, grande», che significa, probabilmente, che in caso di appalto pubblicato ogni cambiamento nel piano di lavoro iniziale andrà comunicato all’autorità di Cantone. Anche qui: bisognerà aspettare il testo del decreto per vedere cosa comporterà questa norma. Quasi tutti i cantieri, anche i più piccoli, presentano delle varianti nel corso dell’opera e c’è il rischio che l’autorità sia sommersa da questo tipo di documenti. Nel pomeriggio di venerdì, Cantone ha commentato le norme contenute nel decreto dicendo: «Al primo impatto sulle norme che ho letto, mi sembra che le soluzioni scelte siano coraggiose e vadano nella giusta direzione».

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