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  • martedì 10 giugno 2014

Lo sciopero della metropolitana di San Paolo è stato sospeso

Fino a mercoledì, ma manca ancora un accordo sugli stipendi: intanto ci sono stati nuovi scontri, a tre giorni dall'inizio dei Mondiali

Nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 giugno i lavoratori della metropolitana di San Paolo, la città più grande del Brasile con oltre 20 milioni di abitanti, hanno annunciato una sospensione dello sciopero iniziato lo scorso giovedì per ottenere un aumento del loro stipendio. La sospensione non è stata decisa in seguito al raggiungimento di un accordo tra sindacato e società che gestisce i trasporti nella città, ma per provare a trovare un compromesso nelle prossime ore, possibilmente in tempo per l’atteso inizio dei Mondiali di calcio, con la prima partita tra Brasile e Croazia programmata proprio allo stadio Corinthians di San Paolo per giovedì. Senza la metropolitana sarebbe molto complicato per i tifosi provenienti da tutto il mondo raggiungere la struttura, e ci potrebbero essere problemi per l’ordine pubblico.

Prima dell’annuncio della sospensione dello sciopero, lunedì un gruppo di un centinaio di lavoratori si è scontrato con la polizia in una delle stazioni cittadine. Gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che successivamente si sono uniti ad altri gruppi per partecipare a un corteo di protesta più generalizzato contro il governo nelle vie centrali di San Paolo. La manifestazione era stata organizzata da diversi attivisti, disoccupati, lavoratori contro il caro casa e gruppi che chiedono all’amministrazione cittadina di offrire gratuitamente i servizi pubblici. Durante la Confederations Cup del 2013, torneo che è una sorta di prova generale in vista dei Mondiali, in Brasile c’erano state grandi manifestazioni per chiedere una riduzione del prezzo dei biglietti del trasporto pubblico, con scontri frequenti e violenti tra manifestanti e polizia.

Domenica 8 giugno, il tribunale di San Paolo aveva dichiarato illegittimo lo sciopero dei lavoratori della metropolitana. Al sindacato che lo aveva organizzato era stata imposta una multa pari a circa 160mila euro per ogni giorno in cui sarebbe proseguito lo sciopero, non autorizzato. Sempre domenica, i rappresentanti sindacali avevano annunciato che la protesta sarebbe continuata ugualmente, anche in presenza della multa del tribunale.

Nelle ore seguenti la posizione del sindacato è cambiata, a quanto pare anche in seguito alle forti pressioni ricevute dal governo, dall’amministrazione locale di San Paolo e dalla stessa popolazione, che ha dovuto fare i conti per giorni con il traffico fuori controllo in città. L’imminenza dell’inizio dei Mondiali ha spinto i lavoratori della metropolitana a rinunciare, almeno temporaneamente, alla protesta in attesa di riaprire il dialogo con la società che gestisce il trasporto pubblico. Inizialmente il sindacato aveva chiesto un aumento per i lavoratori della metropolitana del 16,5 per cento, richiesta successivamente rivista al ribasso e portata al 12,2 per cento. La società dei trasporti ha detto di essere disposta a concedere un aumento, ma di non potere superare l’8,7 per cento.

Sempre lunedì, in un incidente a un cantiere dell’ambizioso progetto per la costruzione di una monorotaia a San Paolo, è morta una persona in seguito al crollo di una sezione della struttura. Due altri lavoratori sono rimasti feriti. La linea della monorotaia, con un percorso lungo quasi 18 chilometri, nei piani iniziali doveva essere completata in tempo per l’inizio dei Mondiali di calcio, ma i lavori sono in ritardo e non potrà essere attivata in tempo. Una volta completata la monorotaia collegherà l’aeroporto di San Paolo-Congonhas, utilizzato principalmente per voli interni, con tre delle cinque linee della metropolitana.

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