Come vanno i supereroi al cinema?

Molto bene, sembra: Quartz ha messo insieme quattro grafici per spiegare quando è cominciata questa moda, quanto incassano i loro film e che ne pensa la critica

Chi è appassionato di supereroi, ultimamente non può non aver provato una certa sensazione di déjà vu. Ad esempio: un mese fa è uscito il secondo film della serie di Spiderman, ma non era già uscito un secondo (e a dirla tutta: anche un terzo)? E in quanti film abbiamo visto raccontata in modo diverso la trasformazione di Bruce Banner in Hulk? E che dire di Batman? In effetti ultimamente sono usciti parecchi film sui supereroi, a volte sugli stessi supereroi su cui erano già stati fatti altri film (una cosa che in gergo si chiama “reboot“, ci torniamo tra poco).

Dentro ogni foto c’è la breve storia delle produzioni cinematografiche sui vari personaggi

Il sito Quartz ha messo insieme quattro grafici per cercare di spiegare la storia della nuova ondata di film sui supereroi, il perché se ne fanno così tanti e cosa ne pensa la critica. Nel primo grafico, per esempio, è mostrato il numero di film adattati da serie a fumetti anno per anno dal 1980 ad oggi. L’interesse di Hollywood per i fumetti comincia negli anni Ottanta con i primi film su Superman e prosegue negli anni Novanta con i film su Batman (i primi due diretti da Tim Burton). Poi c’è un lungo periodo di pausa fino al 2002, quando i numeri crescono moltissimo con il film Spiderman, di Sam Raimi.

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A quel punto, come si vede dal grafico, il fenomeno dei supereroi diventa di dimensioni notevoli. Non solo si fanno film su tutti i personaggi delle serie principali (Spiderman, Batman, Capitan America, Iron Man), ma anche su personaggi minori e poco conosciuti (Punisher, Daredevil, Ghost Rider, Lanterna Verde). Non solo: quando attori e registi si stancano di portare avanti un personaggio – come ad esempio Sam Raimi e Toby Maguire per Spider-Man – chi possiede i diritti del supereroe affida il progetto ad altri attori e registi e si ricomincia a raccontare la storia da capo. Si tratta di quello che viene chiamato un “reboot” ed è il motivo per cui gli appassionati hanno visto in almeno due o tre film diversi la nascita di Batman, Superman e Hulk.

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L’aumento della produzione di film di supereroi si può vedere anche dagli incassi complessivi dei film adattati dai fumetti. Per diverse volte negli ultimi anni il ricavo complessivo di questo genere di film ha superato il miliardo di dollari, tre volte il record di circa 400 milioni raggiunto negli anni Ottanta e negli anni Novanta.

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Non è soltanto questione di più film quindi più incassi. I singoli film sono cominciati a costare cifre sempre più alte e hanno ottenuto incassi sempre più importanti. Il punto, come sottolinea Quartz, è che con un mercato del cinema che è arrivato anche in paesi come India e Cina è diventato perfettamente sensato produrre film così costosi che con gli incassi domestici riescono a malapena a raggiungere il pareggio, mentre il vero guadagno viene ottenuto vendendo biglietti all’estero. Ad esempio, The Amazing Spiderman (il primo film della nuova serie dell’Uomo Ragno) ha guadagnato tanto quanto è costato produrlo negli Stati Uniti, ma con gli incassi ottenuti in tutto il mondo è riuscito a guadagnare tre volte il suo costo.

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Quartz cerca anche di capire cosa ne pensa la critica di questa super-produzione di film di supereroi. Prendendo in esame i dati di Rotten Tomatoes (un sito che aggrega i giudizi dei critici cinematografici), viene fuori che la media dei voti ottenuti ogni anno dai vari film (in una scala da 0 a 100 per cento) non ha quasi mai superato il 70 per cento – con l’eccezione del 2002, quando uscì Spiderman che ottenne da solo l’89 per cento, alzando considerevolmente la media dell’anno. Si tratta di un segno – scrive Quartz – non necessariamente negativo, almeno per le case di produzione che sono riuscite a perfezionare uno stile abbastanza riconoscibile da attirare il grande pubblico, senza imbarcarsi in produzioni troppo originali o visionarie che potrebbero spaventarlo.

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