• Mondo
  • domenica 27 Aprile 2014

Le prime elezioni libere del Sudafrica

Furono venti anni fa, oggi: segnarono la fine dell'apartheid e vennero vinte da Nelson Mandela, il primo presidente nero della storia del paese

In Sudafrica il 27 aprile del 1994, esattamente 20 anni fa, si svolsero per la prima volta nella storia del paese elezioni libere e aperte a tutta la popolazione. Fino ad allora il governo era dominato dal National Party, il partito che rappresentava la minoranza bianca del Sudafrica. Dal 1948 vigeva l’apartheid, cioè il sistema legalizzato di discriminazione razziale: i neri erano di fatto esclusi dal potere e vivevano segregati dal resto della popolazione. Le elezioni del 1994 furono vinte dall’African National Congress (ANC), e Nelson Mandela, liberato quattro anni prima dopo 27 anni di prigione, divenne il primo presidente nero della storia del paese.

Poco prima delle elezioni, nel 1993, Mandela aveva ricevuto il premio Nobel per la pace insieme a de Klerk, che sarebbe divenuto l’ultimo presidente bianco del Sudafrica. Il premio Nobel venne assegnato “per il loro lavoro per la fine pacifica del regime dell’apartheid e per aver posto le basi per un nuovo Sudafrica democratico”. Le elezioni durarono tre giorni e in tutto votarono circa 19 milioni di sudafricani: di quei giorni ci sono le foto che mostrano file lunghissime ai seggi, con centinaia di persone in attesa di poter votare. L’ANC ottenne 12 milioni di voti pari al 62 per cento del totale. Il National Party dei bianchi arrivò secondo, con quasi 4 milioni di voti, il 20 per cento del totale. Dal 1994 fino ad oggi l’ANC è sempre rimasto la prima forza politica del paese e ha sempre ottenuto percentuali superiori al 60 per cento (qui avevamo raccontato come sta il Sudafrica oggi).

Le elezioni del 1994 segnarono il punto più alto fino a quel momento dell’azione politica dell’ANC, fondato nel 1912 da membri della popolazione nera in opposizione al governo guidato dai bianchi del National Party. Negli anni si era reso protagonista di scioperi, boicottaggi e anche attentati, tramite il suo “braccio armato”, la Umkhonto we Sizwe (“lancia della nazione”, abbreviato in MK). Già dagli anni ’50, a causa del suo attivismo e delle violenze, l’ANC venne dichiarato illegale.

Nel 1964, Mandela fu arrestato insieme ad altri attivisti di MK: sarebbe rimasto in prigione fino al 1994 (qui avevamo ricordato la sua incredibile storia”). Dagli anni ’80 la pressione internazionale contro l’apartheid si fece sempre più forte e la campagna per liberare Mandela si diffuse in tutto il mondo. All’inizio degli anni Novanta, considerando ormai insostenibile la segregazione razziale, l’allora presidente sudafricano Frederik W. de Klerk decretò la fine dell’apartheid, il ritorno alla legalità dell’ANC e la scarcerazione di Mandela. La sua liberazione avvenne l’11 febbraio 1990 e fu trasmessa in diretta dalle televisioni di mezzo mondo.