L’intervista al fratello di Riccardo Magherini, morto a Firenze mentre era trattenuto dai carabinieri

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FIRENZE. Andrea si siede sui gradini di una chiesa nel quartiere San Frediano: “Lo hanno ammazzato mio fratello, altro che infarto…”. Strade strette, piove, sul muro un cartello con la scritta: “Verità per Riccardo”. Riccardo Magherini, 40 anni, ex giocatore nelle giovanili della Fiorentina, sposato e padre di un bambino di due, è deceduto la notte del 3 marzo a Firenze mentre veniva arrestato per aver preso il telefonino a un pizzaiolo. Era in stato di agitazione forse per l’assunzione di cocaina. Gigli bianchi in San Frediano, sotto la fotografia di Riccardo con un elegante cappello bianco e una risata sulla bocca. “Hanno lasciato che morisse con il viso schiacciato per terra e quattro carabinieri sopra che lo ammanettavano, lo hanno anche preso a calci, lo dicono dei testimoni, ha una ferita alla tempia e un’altra allo zigomo: cos’è questa, se non una tortura?” si tormenta Andrea, il fratello.

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