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  • giovedì 10 Aprile 2014

La morte di “Ultimate Warrior”, per profani

Uno dei wrestler più famosi fra gli anni Ottanta e Novanta è morto cinque giorni dopo una specie di "addio ai fan"

Martedì 8 aprile è morto a 54 anni il wrestler americano James Hellwig, conosciuto col nome del personaggio che ha interpretato per anni: Ultimate Warrior. Hellwig è stato uno dei lottatori più famosi della World Wrestling Entertainment (WWE), la più grande federazione americana di wrestling, fra il 1987 e il 1996. Secondo il Washington Post non sono ancora note le cause della morte: l’8 aprile si trovava con sua moglie a Scottsdale, in Arizona, quando a un certo punto è svenuto ed è stato portato in ospedale, dove in serata è stato dichiarato morto. Da due giorni Hellwig era tornato a partecipare a due importanti eventi della WWE: lo show annuale WrestleMania, prima del quale è stato introdotto nella WWE Hall of Fame, una specie di lista dei wrestler più forti nella storia della federazione, e la trasmissione Monday Night RAW. Non appariva in eventi ufficiali della federazione da 18 anni.

Hellwig era nato a Crawfordsville, nell’Indiana, nel 1959. Fu assunto dalla WWE, che allora si chiamava WWF, nel 1987, dopo due anni passati a lottare nelle federazioni americane minori. Diventò subito uno dei wrestler preferiti degli appassionati, nonché una delle figure più riconoscibili della WWF: lottava parzialmente truccato in volto e all’inizio di ogni incontro entrava sul ring correndo e salutando i fan. La federazione, caso piuttosto insolito, gli fece sempre recitare la parte del “buono” (cioè un face, nel gergo del wrestling) in ogni feud – cioè rivalità con altri wrestler, che potevano durare anche dei mesi – in cui veniva coinvolto.

Nei primi due anni in WWF Hellwig, che allora cominciò a utilizzare il nome da gara “Ultimate Warrior”, diventò per due volte campione intercontinentale, uno dei titoli minori della federazione. Il feud più importante della sua carriera, tuttavia, lo ebbe con il wrestler più famoso nella storia della WWE, che veniva da anni di grande notorietà e numerosi titoli di campione della WWF: Hulk Hogan. L’1 aprile del 1990 i due disputarono il main event – cioè l’ultimo incontro della serata, quello principale – della sesta edizione di WrestleMania, il più importante evento annuale della federazione, durante il quale Hulk Hogan metteva in palio il titolo di campione della federazione. L’incontro viene ricordato da molti come uno dei più riusciti nella storia del wrestling: durò circa 22 minuti e venne vinto da Ultimate Warrior, che a 30 anni divenne campione per la prima e unica volta nella sua carriera.

Secondo molti, una vittoria netta contro Hogan doveva servire a lanciare la carriera di Hellwig, arrivato da pochi anni in federazione e considerato uno dei wrestler più promettenti. Poco tempo dopo la vittoria del titolo, però, Hellwig ebbe dei litigi con il capo della federazione Vince McMahon riguardo il suo stipendio e la propria quota per i ricavati del merchandising. Hellwig, inoltre, faceva notoriamente uso di steroidi, in un periodo nel quale la pratica cominciava a essere malvista anche nel wrestling professionistico (dal 2005 sono formalmente vietati). La federazione gli fece perdere il titolo e lui la lasciò nell’autunno del 1991. Tornò per circa sei mesi nel 1992, e per altri quattro nel 1996. Si ritirò ufficialmente nel 1998, a 39 anni, dopo soli cinque anni di carriera ad alto livello – e relativamente presto, per un wrestler: John Cena, uno dei wrestler attualmente più popolari, ne ha quasi 37).

Dopo il ritiro Hellwig gestì per breve tempo una propria palestra per wrestler e in seguito divenne un motivatore professionale. Dopo molti anni in cui fu malvisto dalla stessa federazione (che nel 2005 fece uscire un documentario intitolato eloquentemente L’autodistruzione di Ultimate Warrior, poi ritirato dal mercato), tre giorni prima di morire è stato introdotto nella WWE Hall of Fame. Il giorno successivo ha partecipato brevemente alla trentesima edizione di WrestleMania; lunedì 7 aprile, nel corso della trasmissione Monday Night RAW, ha tenuto una sorta di discorso di addio ai fan, che ora suona piuttosto sinistro.