La censura di Noah

Il film ispirato alla storia di Noè e interpretato da Russell Crowe è stato vietato in diversi paesi islamici, per motivi religiosi

Sabato 5 aprile un funzionario del ministero dell’Interno della Malesia ha detto che nei cinema malesi sarà vietata la proiezione del film Noah, un riadattamento della storia biblica di Noè, interpretato da Russell Crowe e diretto da Darren Aronofsky (quello di The Wrestler e Il Cigno nero). La Malesia si unisce così a una serie di paesi islamici – o con una percentuale consistente di musulmani – che hanno già vietato la distribuzione del film per motivi religiosi: Indonesia, Egitto, Tunisia ed Emirati Arabi Uniti hanno motivato la censura sostenendo che Noah contiene delle scene in contraddizione con alcuni insegnamenti dell’Islam.

Il funzionario malese che ha annunciato la proibizione del film, Abdul Halim Abdul Hamid, ha detto soltanto che la principale ragione della censura è che l’Islam vieta la rappresentazione di qualsiasi profeta (nella religione islamica Noè, così come Gesù, è riconosciuto come profeta).

La Malesia ha una popolazione di circa 30 milioni di persone, e circa il 60 per cento è di religione musulmana (i cristiani sono circa il 9 per cento, ma ci sono anche buddisti e induisti). In passato le autorità malesi avevano già censurato altri film per motivi simili, tra cui La passione di Cristo diretto da Mel Gibson, e Brokeback Mountain, la storia d’amore tra due cowboy omosessuali. Oltre ai film, le censure hanno riguardato anche concerti ed esibizioni di artisti occidentali, accusati di promuovere la promiscuità e offendere la sensibilità religiosa.

L’uscita di Noah in Egitto era inizialmente prevista per il 26 marzo, ma era stata fortemente contestata dal gruppo islamista Al-Azhar, che in un comunicato aveva spinto il governo a bloccare la proiezione del film e aveva scritto: «Al-Azhar rinnova la sua opposizione alla proiezione di qualsiasi film che rappresenti i profeti di Allah e i messaggeri e compagni del profeta Maometto». Un esponente di un gruppo salafita aveva detto che «raffigurare i profeti artisticamente è un crimine» perché può mettere in discussione le loro azioni, e perché «gli attori non possono accuratamente imitare i comportamenti, le abitudini e l’apparenza dei profeti».

Nel disclaimer del film Noah è scritto: «Il film è ispirato alla storia di Noè. Sebbene siano state prese alcune licenze artistiche, crediamo che questo film sia fedele all’essenza, ai valori e all’integrità di una storia che è una pietra miliare nella fede di milioni di persone in tutto il mondo. La storia biblica di Noè può essere letta nel libro della Genesi».

In Italia Noah sarà distribuito nelle sale giovedì 10 aprile. Tra gli altri attori, oltre a Crowe, ci sono Jennifer Connelly, Anthony Hopkins ed Emma Watson. Lunedì scorso si è tenuta all’Odeon di Leicester Square, a Londra, la prima britannica del film, in cui erano presenti diversi attori del cast.

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