• Mondo
  • venerdì 28 Marzo 2014

Sospeso il processo contro Latorre e Girone

La Corte Suprema indiana ha accolto un ricorso dei due marinai italiani accusati di omicidio, l'agenzia investigativa anti-terrorismo rischia di perdere la giurisdizione

La Corte Suprema indiana ha deciso di sospendere l’inizio del processo contro due marinai italiani, Salvatore Latorre e Massimiliano Girone, accusati di avere ucciso due pescatori mentre si trovavano al largo dello stato Kerala nel 2012 su una nave petroliera italiana. La Corte ha accolto un ricorso della difesa dei due marinai, che contesta la giurisdizione sul loro caso da parte della National Indian Agency (NIA), l’agenzia investigativa del governo federale indiano specializzata nei casi di terrorismo. L’udienza fissata per il prossimo 31 marzo è stata rinviata di quattro settimane, e nel frattempo la NIA dovrà rispondere agli argomenti esposti dai marinai nel loro ricorso.

La decisione della Corte Suprema era attesa, dato che un mese fa la NIA – su indicazione della Corte e del governo indiano – aveva rinunciato a perseguire i due marinai applicando la legge contro il terrorismo, escludendo una volta per tutte il rischio che i marinai italiani venissero condannati a morte, ipotesi comunque considerata già in passato poco credibile. Già allora si era detto che la decisione avrebbe messo in discussione la stessa giurisdizione della NIA sul caso, dato che la NIA si occupa prevalentemente di casi legati al terrorismo.

Il ministro della Difesa indiano, AK Antony, ha ribadito che il governo intende processare i due italiani per l’uccisione dei pescatori, mentre l’Italia insiste che i marinai tornino in Italia e che vengano processati dalla giustizia italiana, dato che considerano l’incidente avvenuto in acque internazionali. L’Italia inoltre protesta da mesi per i continui rinvii del processo e per non avere ancora definito l’accusa nei confronti dei due fucilieri, confermando le preoccupazioni di chi pensa che l’India stia prendendo tempo (anche per ragioni elettorali: si vota a breve, i nazionalisti crescono, i moderati al governo sono in difficoltà).

Latorre e Girone il 15 febbraio 2012 si trovavano con mansioni di sorveglianza anti-pirateria – come previsto dalla legge italiana – sulla petroliera Enrica Lexie, battente bandiera italiana, al largo delle coste del Kerala, nel sudovest dell’India. La Enrica Lexie incrociò la rotta del peschereccio indiano St. Antony. I due fucilieri aprirono il fuoco verso il peschereccio uccidendo due pescatori indiani di 45 e 26 anni. Secondo gli italiani i colpi sarebbero stati sparati in seguito a una manovra sospetta del peschereccio, scambiato per una nave pirata. Secondo gli indiani, invece, la manovra della St. Antony nei confronti della Enrica Lexie sarebbe stata pacifica, per dare la precedenza alla petroliera italiana: la reazione dei militari italiani sarebbe stata esagerata e non aderente alle normali procedure, soprattutto perché i marinai della St. Antony non erano armati.