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  • lunedì 24 Marzo 2014

La vittoria della destra in Francia

Il partito di Marine Le Pen ha ottenuto un risultato senza precedenti nel primo turno delle amministrative, i socialisti invece sono andati molto male

Domenica 23 marzo si è svolto il primo turno delle elezioni amministrative in Francia, le prime da quando François Hollande è stato eletto presidente, nel 2012. Si votava in 36.700 comuni, tra cui Parigi. Mancano ancora molti risultati ufficiali, ma i dati su scala nazionale diffusi dal ministero degli Interni mostrano l’UMP, di centrodestra, al 46,5 per cento, i socialisti al 37,7 per cento e l’estrema destra del Front National al 4,7 per cento: un dato molto alto, considerando che il partito si è presentato in soli 597 comuni. I risultati parziali arrivati finora confermano questo andamento, con i due partiti principali sconfitti o comunque in difficoltà.

Il titolo di prima pagina del quotidiano di sinistra Liberation è: “Fronte nazionale, paura nelle città”, quello di Le Parisien è “Sanzionato” sotto una grande foto di Hollande, quello di Le Figaro è “La sconfessione”, con un riferimento sempre al Presidente francese. In giornata all’Eliseo si incontreranno Hollande e il primo ministro Jean-Marc Ayrault, per fare il punto della situazione: dopo i primi risultati, la portavoce del governo socialista francese, la ministra dei Diritti delle donne Najat Vallaud-Belkacem, aveva detto in diretta televisiva che «al ballottaggio, dove sarà necessario per battere il Front National, faremo il Fronte repubblicano con la destra». Ma François Fillon, l’ex premier dell’UMP, ha smentito dichiarando: «Nessuna desistenza, nessun accordo».

Il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen ha raccolto molti voti soprattutto nel sud del paese e in molte città di medie dimensioni, ma anche in alcune grandi città come Perpignan e Avignone. Secondo i risultati parziali, il Front National è in testa in sedici città da oltre 10.000 abitanti e in altre sette città più piccole. Inoltre in 229 città parteciperà al secondo turno (che si svolgerà il prossimo 30 marzo) tra cui Strasburgo, Lille, Lione, Mulhouse, Saint-Etienne, Tourcoing, Nîmes e Reims. Un dato importante riguarda Marsiglia, una delle città più importanti e multietniche della Francia, dove il candidato socialista Patrick Mennucci è arrivato terzo dopo il sindaco uscente dell’UMP, Jean-Claude Gaudin, e il candidato del Fronte Nazionale. FN ha anche vinto al primo turno a Henin-Beaumont (una città mineraria nel Pas-de-Calais, di 25 mila abitanti) dove Steeve Briois, segretario generale del partito, ha ottenuto il 50,26 per cento dei voti.

Per il FN si tratta di un risultato mai ottenuto prima. Nel 1995, il suo anno di maggior successo, il partito dei Le Pen vinse in tre città e si presentò al secondo turno in 116 comuni.

 

Secondo Le Monde, Marine Le Pen è prossima a «vincere la sua scommessa: imporre definitivamente il suo partito come terza forza politica francese». Le Pen domenica sera ha parlato di «una vittoria straordinaria» e ha annunciato «la fine del bipolarismo»: «I francesi si sono liberati dalla falsa scelta sinistra-destra. Il Fronte Nazionale è diventato una grande forza autonoma, non solo a livello nazionale ma anche a livello locale».

Un altro elemento importante di queste elezioni è stato il tasso di astensione. Alle 22.30, secondo i dati del Ministero dell’Interno, l’astensione aveva raggiunto il livello record del 37,09 per cento, di quattro punti superiore rispetto alle amministrative del 2008. Si tratta anche del tasso di partecipazione al primo turno delle elezioni comunali più basso degli ultimi 40 anni. Secondo le stime del quotidiano Le Parisien il tasso di astensione potrebbe superare il 38 per cento, tutte le stime parlano comunque di una percentuale che va dal 35 al 38 per cento: «troppo alta», ha commentato il ministro dell’Interno Manuel Valls che ha aggiunto: «Si tratta di un messaggio che i nostri cittadini ci stanno lanciando. E che tutti i responsabili politici devono ascoltare e comprendere».

 

A Parigi la candidata socialista Anne Hidalgo è in svantaggio di poco più di un punto contro la candidata dell’UMP, Nathalie Kosciusko-Morizet (33,60 contro 34,80 per cento). Ma la sinistra è in testa nel XII e XIV arrondisements, considerati spesso determinanti per l’esito finale. A Parigi, come a Lione e a Marsiglia, il sistema elettorale prevede che il sindaco non sia scelto direttamente dai cittadini ma, in una specie di sistema dei “grandi elettori”, sia eletto dai membri del Consiglio comunale – formato dai rappresentanti dei singoli quartieri (arrondissement) – eletti dai cittadini. Può dunque capitare che non vinca chi ha raccolto il maggior numero di singoli voti: conta chi riesce a eleggere più consiglieri. Ogni arrondissement elegge un dato numero di grandi elettori in base alla popolazione: il più grande della capitale è il XV arrondissement (18 elettori del sindaco), il più piccolo è il I arrondissement che ne elegge solamente uno.

Altri risultati rilevanti riguardano Bordeaux dove Alain Juppé, candidato dell’UMP, è stato confermato per un quarto mandato con il 60 per cento dei voti e Lille dove la socialista Martine Aubry è in testa con il 34 per cento dei voti ma dove ha perso più di dieci punti rispetto al 2008, quando aveva raccolto il 46 per cento.