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  • lunedì 10 marzo 2014

L’Ucraina alle Paralimpiadi di Sochi

Il portabandiera che sfila da solo, le medaglie coperte, gli abbracci e gli sguardi con gli atleti russi: fotografie e storie da un evento sportivo che si tiene in un momento molto particolare

Da circa due settimane la Crimea, una penisola in territorio ucraino, è occupata da forze militari russe. L’invasione è iniziata il 26 febbraio, quando i primi uomini armati sono arrivati a Simferopoli, una delle due città più importanti della Crimea: da tre giorni si erano concluse le Olimpiadi Invernali, ospitate proprio dalla Russia a Sochi. Già durante la manifestazione, alcuni atleti ucraini avevano abbandonato le gare per protesta contro il governo ucraino, che aveva reagito con violenza alle numerose manifestazioni contro il presidente Yanukovych che si tenevano in quei giorni a Piazza dell’Indipendenza, a Kiev.

Negli ultimi giorni sono successe tantissime cose: è caduto il governo ucraino, i russi hanno invaso la Crimea e il 16 marzo si terrà un referendum riguardo la sua annessione alla Russia. In tutto questo, il 7 marzo sono iniziate le Paralimpiadi, sempre a Sochi. Dopo molte voci circolate in questi giorni, il governo ucraino ha confermato che per il momento i 23 atleti previsti parteciperanno alle gare; per ora le gare si stanno svolgendo regolarmente e nessun paese ha boicottato la manifestazione, anche se in molti non hanno mandato rappresentanti politici e diplomatici.

Durante la cerimonia di apertura, però, l’Ucraina ha fatto sfilare solo il proprio portabandiera, lo sciatore Mykhaylo Tkachenko; e, in generale, molti degli atleti ucraini premiati in questi giorni di gare sono sembrati molto poco a loro agio. Molti di loro, durante le premiazioni, hanno coperto la propria medaglia con la mano, non è ancora chiaro se per una specie di protesta organizzata. Olena Iurkovska, che ha vinto il bronzo nella 6 chilometri di biathlon, ha detto di voler dedicare la propria medaglia «all’indipendenza dell’Ucraina». Le Paralimpiadi si concluderanno il 16 marzo: il giorno del referendum sull’annessione della Crimea alla Russia.

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