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  • giovedì 20 febbraio 2014

Le foto di una giornata terribile a Kiev

A piazza Indipendenza ci sono decine di morti, la polizia è stata autorizzata a sparare, e l'UE ha approvato alcune sanzioni contro il governo

In piazza Indipendenza a Kiev, in Ucraina, gli scontri tra polizia e manifestanti anti-governativi sono ripresi con molta violenza questa mattina, specialmente dal lato di via Institutskaya. È stata ordinata l’evacuazione del parlamento per motivi di sicurezza, ci sono state esplosioni e spari, sono stati avvistati diversi cecchini sui palazzi della zona e decine di persone sono rimaste a terra ferite e morte.

Secondo il ministro della Salute ucraino le persone uccise negli scontri iniziati questa mattina sono 39, ma c’è molta incertezza sul numero esatto (AP dice almeno 70 morti): di certo si tratta della giornata più violenta dall’inizio delle proteste nel novembre scorso, oltre che della storia dell’Ucraina post-sovietica. Quando in Italia erano circa le 16, il corrispondente del Telegraph ha scritto su Twitter che la situazione era diventata «tranquilla», con le forze governative in via di riorganizzazione e i manifestanti che avevano ripreso il controllo delle zone del centro di Kiev perse negli ultimi due giorni.

Il giornalista di BBC Duncan Crawford ha scritto su Twitter: «Kiev si è trasformata in una zona di guerra. Con scontri continui tra polizia in tenuta antisommossa e manifestanti. Proiettili veri. Granate stordenti. Bombe molotov. Il caos». Ci sarebbero anche diversi poliziotti presi in ostaggio da gruppi di manifestanti anti-governativi, come ha riportato Kiev Post:

«I manifestanti hanno preso il controllo di tre edifici del governo questa mattina, e ora controllano la maggior parte degli edifici nei pressi di via Khreshchatyk [la più grande via di Kiev, che attraversa piazza Indipendenza, ndr], incluso il ministero dell’Energia che era stato occupato e poi sgombrato da un gruppo radicale a gennaio. Ihor Myroshnychenko, un membro del partito Svoboda [forza politica di estrema destra, il cui nome ufficiale è Unione Pan-Ucraina “Libertà”, ndr] che controlla ora l’edificio, ha detto che lì sono tenuti in ostaggio 60 poliziotti.»

Nel pomeriggio, il ministero degli Interni ucraino ha rilasciato un comunicato di poche righe in cui afferma che i poliziotti sequestrati dai manifestanti sono 67. Per liberarli, continua il comunicato, la polizia può utilizzare “tutti i mezzi forniti loro dalla legge, comprese le armi”. Nelle scorse ore ci sono state anche diverse voci di decine di agenti o reparti delle forze dell’ordine che sarebbero passate dalla parte dei manifestanti, smentite dal ministero degli Interni ucraino.

Diretta da piazza Indipendenza a Kiev

Il giornalista di ABC Kirit Radia ha confermato su Twitter la presenza di cecchini, scrivendo: «I cecchini stanno mirando i giornalisti che filmano dalle finestre, inclusa la videocamera di ABC. I proiettili hanno colpito la finestra». Un canale satellitare indipendente polacco che trasmette in bielorusso, Bieslat TV, ha pubblicato su YouTube un video che fa vedere alcuni manifestanti colpiti da cecchini (attenzione: il video è molto impressionante).

La mattina di giovedì è iniziata con l’incontro tra i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Polonia e i leader delle opposizioni ucraine, seguito poi da un incontro tra i tre ministri e il presidente Yanukovych (la notizia di agenzia che l’incontro era stato cancellato per ragioni di sicurezza era falsa). L’incontro è durato circa quattro ore. In mattinata Yanukovych ha diffuso un comunicato, che è stato tradotto da Reuters e dice: «Loro [i manifestanti] sono andati all’attacco. Stanno agendo in gruppi organizzati. Stanno usando armi da fuoco, inclusi fucili da cecchini. Stanno sparando per uccidere. I poliziotti morti e feriti sono decine». In serata i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno approvato alcune sanzioni contro alcuni esponenti del governo ucraino.

Intanto proseguono le proteste degli atleti ucraini a Sochi: ieri la squadra femminile di sci di fondo non ha partecipato a una gara in programma, mentre oggi, ha annunciato il Comitato Olimpico, circa 20 atleti hanno detto che lasceranno Sochi per quello che sta succedendo nel loro paese. Dopo il rifiuto del CIO di permettere agli atleti ucraini di gareggiare con il lutto al braccio, molti hanno deciso di mettere un laccetto nero sulle bandiere che sventolano dai balconi delle loro residenze a Sochi.

Secondo le ultime informazioni provenienti dalla stampa locale, l’atteggiamento radicale e intransigente di Yanukovych comincerebbe a subìre numerose critiche anche dentro il suo stesso partito, il Partito delle Regioni. Secondo l’agenzia di news Interfax, almeno una decina di parlamentari del Partito delle Regioni hanno espresso il loro appoggio alla “popolazione dell’Ucraina” e hanno chiesto alla polizia si fermare gli attacchi sui manifestanti. Inoltre il capo dell’amministrazione pubblica di Kiev, Vladimir Makeenko, ha annunciato di essersi dimesso dal Partito delle Regioni in polemica con le ultime decisioni prese dai vertici del partito (Makeenko non è il sindaco: si tratta di un’altra figura che lavora a fianco al sindaco nell’amministrazione di Kiev: a differenza del sindaco, eletto direttamente dal popolo, il capo dell’amministrazione pubblica viene nominato dal presidente).

Nella notte tra mercoledì e giovedì, anche se meno violenta rispetto alla precedente, si sono susseguiti piccoli scontri tra i due schieramenti. Polizia e manifestanti anti-governativi si sono lanciati oggetti e lacrimogeni – si sono sentiti anche parecchi spari, dicono i testimoni – per diverse ore, nonostante la tregua annunciata mercoledì sera dal presidente ucraino Viktor Yanukovych e dai principali leader delle opposizioni. Mercoledì sera ci sono stati alcuni importanti sviluppi nella crisi ucraina: Yanukovych ha rimosso il capo delle forze armate, Volodymyr Zamana, senza dare alcuna spiegazione; il presidente statunitense Barack Obama ha detto che «ci saranno conseguenze» se verrà superato un certo limite nelle violenze in Ucraina; la Russia ha definito le violenze della notte tra martedì e mercoledì come un «tentato colpo di stato» da parte di estremisti, che poi è la stessa retorica usata dal governo ucraino.

Attraverso Twitter, molti giornalisti presenti sul posto hanno inviato per tutta la giornata immagini da piazza Indipendenza e hanno ripreso notizie da Kiev e da altrove. Di seguito una lista di giornalisti e mezzi di informazione – alcuni dei quali gestiti dai manifestanti antigovernativi, come EuroMaidanPR.


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