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  • mercoledì 19 febbraio 2014

Mercoledì a Kiev

Le zone degli scontri sembrano un campo di battaglia, il presidente Yanukovych ha rimosso il capo delle forze armate e ha annunciato una tregua

Dopo una notte di durissimi scontri che hanno provocato la morte di 25 persone (di cui 9 poliziotti e il giornalista ucraino Vyacheslav Veremei), mercoledì sera il presidente ucraino Viktor Yanukovych ha detto di avere concluso una tregua con le opposizioni: questa notte non ci saranno assalti della polizia in piazza Indipendenza a Kiev e inizieranno invece nuovi colloqui per mettere fine alle violenze. Per tutto il giorno, comunque, la situazione in piazza Indipendenza è rimasta relativamente tranquilla, anche se ci sono stati scontri minori, lanci di oggetti e incendi alle barricate. L’attacco compiuto questa notte dalla polizia al sit-in messo in piedi dagli attivisti ha permesso alle forze governative di riprendere il controllo di circa un terzo della piazza, ma a un costo molto alto. Piazza Indipendenza mercoledì mattina sembrava un campo di battaglia, con edifici danneggiati dagli incendi e dagli scontri della notte.

Nella giornata di mercoledì l’Unione Europea ha convocato un vertice d’emergenza per valutare la possibilità di imporre delle sanzioni sul governo ucraino – soluzione che vorrebbero soprattutto Polonia a Francia – e il presidente Yanukovych ha comunicato di aver rimosso il capo delle forze armate, per delle ragioni che non sono state chiarite del tutto (è stato sostituito dal comandante della Marina, l’ammiraglio Yuriy Ilyin). Verso sera è intervenuto anche il presidente statunitense Barack Obama, che ha detto che «ci saranno conseguenze» in Ucraina se verrà superato il limite, che include tra le altre cose che non venga usato l’esercito per risolvere una questione che deve rimanere tra civili. Intanto in piazza Indipendenza continuano le proteste, i comizi e occasionalmente qualche parapiglia con la polizia.

La diretta da piazza Indipendenza

Le richieste delle opposizioni al presidente Yanukovych, intanto, rimangono le stesse: dimissioni, elezioni anticipate e politiche meno concilianti con la Russia e più vicine all’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì i servizi di sicurezza ucraini hanno annunciato che è iniziata una campagna in tutto il paese per riprendere il controllo degli edifici governativi occupati dagli attivisti e per sequestrare munizioni e armi in mano ai “gruppi terroristici”. Inoltre, alle Olimpiadi di Sochi ci sono state diverse manifestazioni di solidarietà con quanto accaduto ieri: la squadra femminile ucraina che avrebbe dovuto partecipare allo sprint a squadre di sci di fondo non è partita, sembra a causa della decisione del Comitato olimpico di negare la possibilità agli atleti ucraini di legarsi un segno di lutto al braccio per le persone rimaste uccise negli scontri.

Finora i tentativi di colloqui tra governo e opposizioni sono falliti. Vitali Klitschko, ex pugile e leader del partito di centrodestra Udar, ha incontrato il presidente Yanukovych martedì in tarda sera. Klitschko ha spiegato che i colloqui tra i due non sono andati per niente bene: sono falliti poco dopo il loro inizio, quando Yanukovych ha fatto delle richieste che l’opposizione giudica irricevibili, come lo sgombero totale di piazza Indipendenza: «Questo è quello che ho detto a Yanukovych. Davvero dei negoziati possono essere una soluzione quando nel frattempo vengono uccise delle persone? Ma purtroppo lui non ha capito la situazione». A notte inoltrata Yanukovich ha diffuso un comunicato in cui ha definito “tragiche” le morti avvenute nella notte e “difficile” la situazione che la popolazione ucraina deve superare: ha poi chiesto di nuovo ai leader dell’opposizione di “prendere le distanze dalle forze più radicali” delle proteste di piazza.

Martedì sera alcuni leader mondiali avevano già espresso preoccupazione per quello che stava succedendo in Ucraina. Il vicepresidente statunitense Joe Biden si era detto molto preoccupato di ciò che sta accadendo nel paese e aveva chiesto a Yanukovych di ritirare le forze governative per mettere fine ai durissimi scontri. Il governo australiano si era espresso invece a favore delle sanzioni contro il governo ucraino, come la limitazione della libertà di movimento per i suoi funzionari più alti in grado. Il presidente delle Organizzazioni Ucraine dell’Australia, Stefan Romanov, aveva detto a SBS Radio: «In secondo luogo, cercare i beni che le persone come il figlio del presidente Yanukovich e altri oligarchi hanno in giro per il mondo – congelare questi beni e fare un’indagine internazionale per vedere se derivano dal riciclaggio di denaro e devono essere confiscati – questo è il solo linguaggio che loro sono in grado di capire».

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