• Sport
  • venerdì 7 febbraio 2014

I due atleti della Dominica a Sochi

Gary e Angela Di Silvestri, mezzi americani e mezzi italiani, hanno ottenuto la cittadinanza dell'isola per attività benefiche e alcuni li accusano di essere «classici turisti olimpici»

La Dominica è una ex colonia prima francese e poi britannica del Mar dei Caraibi: viene spesso confusa con la Repubblica Dominicana, ma è un’altra cosa. Divenne indipendente nel 1978, fu la prima isola dei Caraibi ad avere un primo ministro donna (Eugenia Charles, rimasta in carica per 15 anni), ha circa 73 mila abitanti ed è in buona parte coperta da foreste pluviali. Oggi la Dominica debutterà per la prima volta ai Giochi Olimpici invernali: a rappresentarla (nello sci di fondo) ci saranno infatti due atleti (un uomo e una donna) che, come loro stessi hanno dichiarato, hanno «una storia diversa, decisamente diversa» rispetto a quella degli altri partecipanti. Qualcuno li ha definiti, in modo sprezzante, dei «classici turisti olimpici» (come un tempo fu definito Eddie Edwards, il primo britannico a gareggiare nello sci alpino), ma loro sostengono di essere degli «atleti seri». E comunque hanno superato le qualificazioni, anche se solo poche settimane prima dell’inizio dei Giochi.

Lui si chiama Gary Di Silvestri, fino a 30 anni non ha mai messo degli sci ai piedi, è un ricco gestore di fondi di investimento di Staten Island e ora ha 47 anni. Lei si chiama Angelica Di Silvestri, è sua moglie, ha 48 anni e sta per diventare la donna più vecchia a competere in una gara olimpica di sci di fondo, superando di gran lunga la norvegese Hilde Gjermundshaug, che a Torino nel 2006 aveva 41 anni. Entrambi hanno la doppia cittadinanza: lui quella americana, lei quella italiana, oltre naturalmente a quella della Dominica che hanno ottenuto grazie alle loro attività benefiche nel paese.

Come atleti degli Stati Uniti o dell’Italia, Gary Di Silvestri e Angelica Di Silvestri non avrebbero mai potuto qualificarsi alle Olimpiadi, ma l’acquisizione della nazionalità della Dominica ha permesso loro di rientrare nei cosiddetti standard B di qualificazione: quelli in base ai quali tutte le nazioni che non rientrano negli standard A (riservati agli atleti con al massimo 100 punti FIS – il sistema utilizzato dalla Federazione Internazionale Sci – sulle gare di distanza) hanno potuto schierare un’atleta nella 10 chilometri femminile e uno nella 15 chilometri maschile se i loro punti FIS non superavano i 300 al 20 gennaio 2014.

Questo meccanismo, che alcuni considerano un “trucco”, serve a garantire la presenza alle Olimpiadi anche delle nazioni più piccole, ma è stato molto criticato. Alcuni funzionari sportivi dei Caraibi, tra cui ad esempio Steve Stoute presidente dell’Associazione Olimpica di Barbados che non ha mai avuto una squadra ai Giochi Invernali, ha detto: «Auguro loro ogni bene, ma non sarebbe accaduto con il mio comitato». Stoute – che ha anche sostenuto che gli sport invernali non fossero una scelta naturale per una nazione dei Tropici – ha detto di essere stato contattato negli ultimi anni da vari atleti senza un legame effettivo con Barbados per rappresentare l’isola nello sci di fondo, nel curling e nello speedskating: «Per il 2014 abbiamo ricevuto richieste dalla Germania, dalla Slovenia e dalla Lettonia. Per il 2010 ce ne sono state molte di più, quelle che ricordo in questo momento provenivano da Canada e Stati Uniti».

Il caso di Gary e Angelica Di Silvestri è particolare anche per un altro motivo: non hanno alcun legame di nascita o parentela con la Dominica, a differenza di altri atleti che rappresentano le nazioni caraibiche a Sochi. Dow Travers, uno sciatore alpino per le isole Cayman, è nato e cresciuto lì prima di frequentare un collegio in Gran Bretagna e la Brown University negli Stati Uniti; Jasmine Campbell, sciatrice alpina, è nata nelle Isole Vergini prima di trasferirsi in Idaho.

Gary e Angelica Di Silvestris hanno raccontato di aver visitato la Dominica «anni fa» e di aver finanziato alcuni progetti nel campo dell’istruzione, della sanità e dello sport. «Il paese è bellissimo, ci siamo innamorati, le persone sono fantastiche e abbiamo deciso di aiutarle in qualche modo. Questi paesi hanno bisogno di assistenza, così l’abbiamo fornita. Abbiamo agito al meglio delle nostre possibilità e in cambio ci è stata concessa la cittadinanza». Felix Wilson, presidente del Comitato Olimpico di Dominica, ha difeso il loro percorso dicendo che non si è trattato di una “compravendita” per poter partecipare alle Olimpiadi e che l’idea è maturata solo nel novembre del 2012. Ha precisato inoltre che per il paese la loro partecipazione sarà una grande opportunità: dal punto di vista turistico per promuovere uno stato poco conosciuto e per aprire un percorso negli sport invernali per i giovani della Dominica e dei Caraibi che studiano o vivono in paesi dal clima freddo. Questi ultimi, ha concluso, «possono partecipare alle Olimpiadi estive. Perché i paesi con un clima tropicale non possono fare lo stesso con le Olimpiadi invernali?»

Foto: Gary e Angelica di Silvestri con il presidente del Comitato Olimpico della Dominica Felix Wilson (AP Photo/Jae C. Hong)

Mostra commenti ( )