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  • Giovedì 6 febbraio 2014

Migranti e coperte in Israele

Fotografie di una protesta pacifica di eritrei e sudanesi contro le politiche migratorie di Israele e per ottenere lo status di rifugiati

African migrants cover themselves with blankets in a park during a protest demanding asylum and work rights from the Israeli government, in Tel Aviv, Israel, early Tuesday, Feb. 4, 2014. In recent weeks, African migrants, mostly from Eritrea and Sudan, have staged a series of demonstrations demanding they be recognized as refugees, a status that would give them residency rights. Israel sees many of them as economic migrants and has tried a number of tactics to stop the migrants' influx or keep their numbers down. It has built a fence along the border with Egypt, passed a law that allows for the migrants' detention and offered financial incentives to urge them to leave. (AP Photo/Oded Balilty)
African migrants cover themselves with blankets in a park during a protest demanding asylum and work rights from the Israeli government, in Tel Aviv, Israel, early Tuesday, Feb. 4, 2014. In recent weeks, African migrants, mostly from Eritrea and Sudan, have staged a series of demonstrations demanding they be recognized as refugees, a status that would give them residency rights. Israel sees many of them as economic migrants and has tried a number of tactics to stop the migrants' influx or keep their numbers down. It has built a fence along the border with Egypt, passed a law that allows for the migrants' detention and offered financial incentives to urge them to leave. (AP Photo/Oded Balilty)

A Tel Aviv, in Israele, da settimane proseguono le manifestazioni dei migranti africani, provenienti soprattutto da Eritrea e Sudan, per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiati. Le proteste sono diventate più intense e frequenti a partire dal 10 dicembre scorso, quando il governo israeliano ha approvato una legge che autorizza la detenzione fino a un anno degli immigrati clandestini senza prima lo svolgimento di un processo. Gli immigrati presenti in Israele sono per lo più eritrei e sudanesi in cerca di asilo politico che è quasi sempre stato loro negato: si rifiutano di tornare nel loro paese per paura della repressione, vivono nei quartieri più poveri nel sud di Tel Aviv e sono oggetto da tempo di attacchi xenofobi. Nel 2013 Israele ha completato la costruzione di un recinto elettrificato lungo il confine di 230 chilometri con l’Egitto, che ha ridotto quasi a zero il numero di immigrati provenienti da quel paese.

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