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  • mercoledì 5 Febbraio 2014

Gli 80 anni di Hank Aaron

È uno dei più grandi giocatori di baseball di sempre, adorato negli Stati Uniti, e protagonista di un primato mai dimenticato

Nel baseball, sport di statistiche e classifiche e tradizioni e storia, la classifica che tutti conoscono è quella dei fuoricampo. I celebri giocatori della storia sono stati molti e ognuno aveva delle sue grandezze e un suo ruolo in campo: ma poi c’è il gesto più spettacolare, quello del fuoricampo, la battuta che scaglia la palla fuori dal campo, appunto, lontano lontano, e può portarsi a casa non uno, ma anche due, tre, quattro punti, e cambiare da sola una partita. E ci sono quelli che battono i fuoricampo. Il più grande battitore di fuoricampo dell’era premoderna del baseball fu un mito – forse il più mito – che si chiamava Babe Ruth: ne batté 714 in tutta la sua carriera. Si ritirò nel 1935 e il suo record rimase inavvicinabile per quasi quarant’anni. Poi, l’8 aprile del 1974, Hank Aaron batté il suo 715esimo fuoricampo e divenne uno dei più celebri giocatori di sempre, quelli che si contano in una decina.

Hank Aaron compie 80 anni il 5 febbraio 2014: negli Stati Uniti è un eroe nazionale, una specie di Abramo Lincoln del baseball. Il presidente Clinton è andato a trovare lui e sua moglie Billye qualche mese fa per il compleanno di lei, e ha twittato la loro foto assieme.

Aaron è nato a Mobile, Alabama, nel 1934 (gli anni col 4 sono importanti, per lui). La sua famiglia raccoglieva il cotone, e lui anche, davvero. Ma era forte e divenne forte a baseball: cominciò a giocare in leghe minori da ragazzo, fu acquistato da squadre successive, e a vent’anni, nel 1954, cominciò a giocare da esterno con i Milwaukee Braves (che sarebbero poi diventati Atlanta Braves) e diventò subito un battitore fortissimo. Nel 1957 batté il fuoricampo che portò i Braves alle finali (le World Series), che i Braves vinsero (una delle tre vittorie della storia della squadra). Nel 1958 i Braves furono di nuovo nelle finali, ma persero contro i New York Yankees.

Intanto Aaron batteva fuoricampo e batteva fuoricampo. Arrivò a 500 nel 1968, a 600 nel 1971, e il campionato del 1973 sembrò quello in cui poteva superare i 714 di Babe Ruth, con tutta l’America sportiva che lo seguiva ed esaltava, anche se non mancavano quelli che ritenevano un affronto l’eventuale sorpasso del mito Babe Ruth: Aaron arrivò a 713 alla penultima partita della stagione, e all’ultima non riuscì a battere fuoricampo. Rimase a un fuoricampo dal primato dei primati.

Tra chi non voleva che ce la facesse c’erano anche molti razzisti – Aaron era nero, Ruth bianco – e Aaron fu oggetto di attacchi e minacce molto violenti. Tra quelli che lo difesero – i lettori dei Peanuts conoscono il nome di Hank Aaron anche se non seguono il baseball – ci fu Charles Schulz che disegnò un simile tentativo da parte di Snoopy e i cui personaggi avevan già citato altre volte la grandezza di Hank Aaron.
Alla ripresa del campionato, il 4 aprile 1974, Aaron batteé il suo 714esimo fuoricampo e raggiunse Babe Ruth. Quattro giorni dopo, davanti ai suoi tifosi ad Atlanta, batté il 715esimo.

Aaron giocò altri due anni tornando a Milwaukee, nella squadra dei Brewers, e poi si ritirò, chiudendo con 755 fuoricampo. Da allora fa il monumento alla storia del baseball, tra cerimonie, premiazioni, inaugurazioni di veri monumenti, impegni civili, interviste e celebrazioni di ogni genere. I suoi 80 anni sono ricordati da tutti i media americani. Nel frattempo, nel 2007, Barry Bonds ha battuto il suo primato, e ha poi chiuso la sua carriera a 762 fuoricampo: ma era già coinvolto in una triste storia di doping che ha da allora molto agitato il mondo del baseball, e i tifosi ritengono che il suo record non possa più avere il valore di quello di Aaron. Alla partita in cui Bonds superò il record, un tifoso aveva un cartello: “Aaron ce la fece da solo”.