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  • venerdì 24 Gennaio 2014

Le bombe al Cairo

Sono esplose una dopo l'altra in quattro zone diverse della capitale egiziana, colpendo due sedi delle polizia: ci sono almeno 6 morti e decine di feriti

Venerdì mattina sono esplose tre bombe in zone diverse del Cairo, la capitale dell’Egitto. La prima autobomba è esplosa in una zona centrale fuori dal quartier generale della polizia, uno degli edifici più protetti della capitale, e secondo il ministro della Salute egiziano ha ucciso 4 persone e ne ha ferite altre 76. La seconda esplosione è avvenuta vicino a una fermata della metropolitana nel quartiere di Doqqi, un distretto della Grande Giza (a sinistra del fiume Nilo e a ridosso dell’area metropolitana del Cairo) e ha provocato almeno un morto e 15 feriti: secondo le autorità gli obiettivi erano dei veicoli della polizia parcheggiati lì vicino. La terza bomba è esplosa al commissariato di Talbyha nel quartiere di Haram. Nel pomeriggio è esplosa una quarta bomba vicino a un cinema di Giza: la polizia, scrive AP, ha detto che la bomba è esplosa durante il passaggio di un convoglio di forze di sicurezza e ha confermato che ha provocato un altro morto. Le bombe sono state fatte esplodere alla vigilia del terzo anniversario della rivolta popolare del 2011 che portò alla rimozione dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak.

Il portavoce della polizia ha spiegato la dinamica della prima esplosione. Un attentatore suicida avrebbe cercato di entrare nella sede della polizia con un veicolo pieno di materiale esplosivo: i poliziotti di guardia gli hanno sparato e il veicolo è esploso. Sul luogo della prima esplosione si sono dirette circa 30 ambulanze e la maggior parte dei feriti ora si trova in ospedale. Reuters ha scritto che dopo l’esplosione alcuni testimoni hanno sentito dei colpi di arma da fuoco verso la sede della polizia.

La televisione di stato egiziana ha mostrato le immagini dei gravi danni provocati dall’esplosione, soprattutto sui palazzi in prossimità della bomba: tra gli edifici danneggiati ci sono anche il museo di arte islamica e gli archivi nazionali.

 

La prima esplosione è stata rivendicata dal gruppo Ansar Bait al-Maqdis, che opera nella penisola del Sinai dal febbraio del 2011 e che viene considerato vicino ad al Qaida. A dicembre il gruppo aveva rivendicato un attentato contro un edificio delle forze dell’ordine nella città settentrionale di Mansura: l’attacco aveva provocato 16 morti e più di 100 feriti. Fuori dalla sede centrale della polizia molte persone hanno manifestato contro i Fratelli Musulmani – movimento politico-religioso a cui appartiene il deposto presidente Mohamed Morsi e da qualche settimana messo fuori legge dal governo egiziano – accusato di essere coinvolto nell’attentato. I Fratelli Musulmani comunque hanno condannato le esplosioni al Cairo dal loro profilo Twitter in inglese.