Il satellite da un miliardo di stelle

L'Agenzia Spaziale Europea ha appena lanciato Gaia, un'ambiziosa missione spaziale per mappare la Via Lattea, la galassia dove facciamo il Post

Giovedì 19 dicembre alle 6:12 del mattino nella Guiana Francese (le 10:12 in Italia) è partita la missione Gaia, una delle più ambiziose mai realizzate dall’Agenzia Spaziale Europea. Il satellite, lanciato con una Soyuz, avrà il compito molto importante di creare una mappa tridimensionale della Via Lattea, la galassia in cui si trova il nostro sistema solare. Grazie ai suoi strumenti sarà possibile identificare e mappare fino a un miliardo di corpi celesti, alcuni dei quali mai osservati e rilevati prima. I ricercatori confidano in questo modo di scoprire nuovi pianeti in orbita intorno alle loro stelle e asteroidi.

Dopo il lancio, Gaia ha iniziato il suo viaggio verso il punto da cui effettuerà le osservazioni, che si trova a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Per completare il trasferimento sarà necessario un mese.

Il satellite porta con sé due telescopi che raccolgono la luce e la convogliano verso un grande sensore, con una risoluzione di un miliardo di pixel, a sua volta collegata ad altri sensori. Grazie a queste strumentazioni, molto sensibili, Gaia potrà fornire immagini e dettagli sulla posizione dei corpi celesti con pochi precedenti. Compirà osservazioni verso stesse porzioni di cielo per cinque anni e, grazie alle ripetute rilevazioni, potrà fornire una mappa tridimensionale affidabile della Via Lattea con margini di errore molto bassi. I suoi sensori vedranno un sacco di cose che fino a ora ci erano sfuggite come stelle in stadi terminali, comete, asteroidi e pianeti fuori dal nostro sistema solare.

Gaia non si limiterà a studiare la posizione dei corpi celesti, ma anche le loro caratteristiche. Studierà il movimento delle stelle e le loro caratteristiche fisiche, come la luminosità, la temperatura e la loro composizione. Grazie ai dati raccolti potrebbe essere possibile risalire anche alla loro età e allo stadio vitale in cui si trovano.

Una parte della missione prevede il calcolo della velocità, rispetto alla Terra, di 150 milioni di stelle. I dati ottenuti da queste rilevazioni saranno usati per creare una sorta di mappa del tempo della Via Lattea, per vedere come si è espansa ed evoluta la galassia e come continuerà a modificarsi nei prossimi milioni di anni.

Si prevede che entro il 2020 Gaia raccolga dati che – elaborati – porteranno a un archivio da oltre un milione di Gigabyte, che sarà usato da centinaia di gruppi di ricerca in giro per il mondo. L’ESA confida che grazie alla sua missione sia possibile conoscere meglio e più approfonditamente il posto che ci ospita, da sempre.

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