• Italia
  • martedì 10 dicembre 2013

Gli omicidi in Italia diminuiscono

Nel 2013 si è registrato il tasso più basso degli ultimi 150 anni: il sociologo Marzio Barbagli ha spiegato perché su Repubblica

Marzio Barbagli, sociologo che sta conducendo uno studio sulla criminalità, ha spiegato su un articolo pubblicato lunedì 9 dicembre su Repubblica che per più di cinquecento anni l’Italia ha avuto tassi di omicidi superiori a quelli degli altri paesi europei e che nell’ultimo ventennio, nonostante la crisi economica e la conseguente crisi sociale, non solo il numero non è aumentato, ma ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 150 anni. C’entrano l’immigrazione e una maggiore integrazione.

L’Italia può dire addio a un altro suo record, ma stavolta c’è da rallegrarsi: nel 2013 il nostro Paese registra il tasso di omicidi più basso degli ultimi 150 anni. Per le strade di casa nostra non si spara più come una volta: oggi l’Italia ha meno morti ammazzati di Gran Bretagna, Francia, Danimarca e Belgio. A uccidere di meno sono gli immigrati e gli uomini della criminalità organizzata. «Se guardiamo agli oltre 1.770 omicidi del 1990 – spiega il sociologo Marzio Barbagli, che sta conducendo una ricerca sulla criminalità con dati inediti – ci accorgiamo che è in corso una rivoluzione straordinaria». In effetti gli omicidi nel 2012 sono stati 528 e quest’anno saranno ancora meno.

La notizia cozza contro il senso comune. Ma i numeri non mentono: «Nell’ultimo trentennio del Novecento – ricorda Barbagli – il numero degli omicidi consumati e tentati è cresciuto, raggiungendo il picco nel 1991 (1.773 consumati e 1.959 tentati). Da allora però ha preso a diminuire». E cosa è successo negli anni della crisi? Il calo degli omicidi è proseguito. Nel 2011 quelli consumati si sono fermati a 553 e i tentati sono stati 1.401. L’anno scorso la diminuzione è continuata: 528 omicidi effettivi e 1.327 tentati.

Per il 2013 disponiamo dei dati dei primi nove mesi: 353 consumati e 939 tentati, meno di quelli commessi nello stesso periodo del 2012. «Sulla base di questi numeri – scrive Barbagli – si può stimare che il dato degli omicidi consumati nel 2013 sarà di circa 480 e quello degli omicidi tentati di 1.207.

Diversamente da quello che si poteva ipotizzare, partendo dall’idea che la crisi economica abbia provocato in Italia una forte crisi sociale, il numero degli omicidi non solo non è aumentato, ma ha subito un’ulteriore flessione». A fare impressione è lo sguardo indietro negli anni.

(Continua a leggere l’articolo su Repubblica)

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