Le copertine di 66thand2nd

Per appassionati di grafica e libri-di-carta, 16 illustrazioni pubblicate da una casa editrice romana fondata nel 2008

Copertine 66thand2nd

La diffusione degli ebook e dei supporti elettronici per leggere i libri in questi anni è inevitabilmente accompagnata da preoccupazioni e nostalgie per la sopravvivenza del libro di carta in quanto oggetto. Non tutti i libri di carta meritano simili “difese” – alcuni sono realizzati con materiale scadente, brutti caratteri e copertine banali – ma ce ne sono ancora moltissimi belli, curati, non scontati. Tra questi al Post abbiamo notato quelli della casa editrice romana 66thand2nd, fondata nel 2008, il cui nome è ispirato all’incrocio tra la Sessantaseiesima Strada e la Seconda Avenue, a Manhattan, dove gli editori ebbero la prima idea del progetto. Il legame con gli Stati Uniti si riflette anche nel logo, che richiama la segnaletica americana delle freeway, le autostrade senza pedaggio.

Il progetto grafico di 66thand2nd.com è riconoscibile grazie all’uso degli stessi caratteri (il Cycles di Sumner Stone e l’Univers di Adrian Frutiger), della stessa carta (la Old Mill della cartiera Fedrigoni) e della prevalenza delle copertine illustrate a quelle con fotografie. Gli elementi grafici richiamano il contenuto del libro: la copertina di Inutili fuochi di Raffaella Ferré, per esempio, è composta da righe colorate il cui spessore varia in proporzione alla lunghezza dei capitoli. Il progetto grafico è curato da Silvana Amato con l’aiuto di Marta B Dau, ogni collana ha illustrazioni di un artista diverso. Le copertine della collana Bazar sono realizzate dalla londinese Julia Binfield, con disegni di piccoli e vivaci di oggetti tratteggiati a china; quelle della collana Attese sono opera di Alexis Rom e Claude Marzotto; quelle della collana Vite Inattese sono di Guido Scarabottolo. La collana B-Polar è stata illustrata finora da Julia Binfield, Guido Scarabottolo e Gigi Pescolderung, mentre ogni libro della collana Book Club ha un progetto grafico a sé.

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