• Cultura
  • venerdì 15 Novembre 2013

Vivian Maier, fotografa di strada

10 immagini da una mostra a Parigi, sul lavoro di una fotografa americana scoperto solo pochi anni fa

La galleria nazionale del Jeu de Paume, uno spazio pubblico d’arte contemporanea e fotografia che si trova nel giardino delle Tuileries, a Parigi, ha inaugurato qualche giorno fa la mostra Vivian Maier (1926-2009), une photographe révélée, la prima grande mostra dedicata al lavoro di Vivian Maier, fotografa autodidatta statunitense le cui opere sono state scoperte solo pochi anni fa. Il grandissimo archivio di immagini e filmini – più di 120mila scatti – è frutto della collezione di John Maloof. La mostra è stata realizzata in collaborazione con la galleria di New York Howard Greenberg. Sul sito del Jeu de Paume è possibile leggere tutte le informazioni sulla mostra, allestita fino al primo giugno nella sede del Château de Tours.

Vivian Maier è nata nel 1926 a New York: dopo aver passato diversi anni in Francia nel 1951 tornò a New York, dove iniziò a scattare fotografie. Come molti altri fotografi di quegli anni, anche Maier si formò da autodidatta, grazie soprattutto alle nuove macchine fotografiche più comode da trasportare e semplici da usare. Per diverso tempo il suo vero lavoro rimase quello di governante presso famiglie benestanti. Maier si trasferì a Chicago nel 1956, dove morì nel 2009.

Maier viene considerata oggi parte di quel gruppo di autori legato al genere fotografico della Street Photography. Negli anni Cinquanta e Sessanta il racconto della città è cambiato, collocandosi tra ciò che consideriamo reportage, legato all’idea di cogliere il “momento decisivo”, e una specie di “diario personale”, creato attraverso una fotografia poco attenta allo stile classico ma figlia di percezioni e gusti personali. Maier fotografa scene di vita quotidiana per strada e tenta di costruire relazioni con i soggetti fotografati: per questo che le persone che ritrae guardano dritto in macchina. La sua presenza è sottolineata dalle numerose fotografie di se stessa riflessa nelle vetrine della città.