Quanto crescono i paesi dell’euro

Nazione per nazione, i dati del PIL pubblicati oggi: la ripresa è fragile

Giovedì 14 novembre sono stati pubblicati i dati del Prodotto Interno Lordo dei paesi della zona euro e, come ha riassunto il blog MoneyBeat del Wall Street Journal dopo aver seguito la mattinata con un liveblog, “il blocco sembra vacillare”. Complessivamente, nel trimestre luglio-settembre 2013, il PIL dell’eurozona è cresciuto dello 0,1 per cento, un rallentamento rispetto alla crescita dello 0,3 per cento nel secondo trimestre dell’anno. A partire dalla fine del 2011 e fino ai primi tre mesi di quest’anno, l’economia dell’eurozona si è contratta per sei trimestri consecutivi.

Circa metà del PIL dell’eurozona è formato dalla somma delle economie di due soli paesi: la Germania, che nel terzo trimestre è cresciuta dello 0,3 per cento, e la Francia che è calata dello 0,1 per cento con un risultato leggermente peggiore delle aspettative, in un periodo di forti critiche alle politiche economiche del governo Hollande. Il PIL italiano, che pesa per il 16,5 per cento del totale dell’eurozona, è calato dello 0,1 per cento. I risultati sono stati particolarmente negativi in Grecia, mentre buone notizie sono arrivate dal Portogallo, in crescita per il secondo trimestre consecutivo.

Questi sono i dati della variazione percentuale del PIL rispetto al trimestre precedente nei principali paesi dell’eurozona, in ordine decrescente di risultato:

Estonia: 0,4
Germania: 0,3
Belgio: 0,3
Portogallo: 0,2
Austria: 0,2
Eurozona: 0,1
Spagna: 0,1
Paesi Bassi: 0,1
Francia: -0,1
Italia: -0,1
Repubblica Ceca: -0,5
Grecia: -3,0

Foto: BORIS ROESSLER/AFP/Getty Images

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