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  • martedì 29 Ottobre 2013

Cosa è successo in piazza Tienanmen

Lunedì una macchina si è lanciata sulla folla nella più famosa piazza di Pechino: sono morte 5 persone, e la polizia sospetta un attentato suicida

Lunedì 28 ottobre un’auto si è lanciata contro la folla in piazza Tienanmen, a Pechino, in Cina, prendendo poi fuoco all’entrata della Città Proibita, prima palazzo imperiale della dinastia Ming e ora sede del Palace Museum. L’incidente ha provocato la morte di 5 persone, ha detto ieri l’agenzia filo-governativa Xinhua: tre si trovavano all’interno della macchina, mentre le altre due erano turisti che passeggiavano nella piazza (una donna filippina e un uomo proveniente dalla provincia meridionale cinese del Guangdong). Ci sono anche 38 persone ferite. Per diverse ore l’episodio è stato definito un semplice “incidente” ma martedì, soprattutto la stampa occidentale, ha iniziato a parlare di un possibile attentato suicida: l’ipotesi è stata confermata anche da alcune fonti cinesi a Reuters. Il sito di BBC ha pubblicato un’immagine satellitare che mostra il luogo dell’incidente a piazza Tienanmen.

mappa bbc

Poco dopo l’incidente la polizia cinese ha isolato la zona, chiuso temporaneamente la stazione della metropolitana e bloccato alcune strade circostanti. Le autorità hanno anche diramato un avviso agli hotel di Pechino, cercando informazioni su due persone di etnia uigura provenienti dalla provincia cinese dello Xinjiang, nella Cina occidentale. Il governo cinese non ha commentato l’accaduto ma la polizia sta investigando su quello che ha definito nell’avviso – secondo quanto riportato dal quotidiano cinese Global Times – «un grosso caso». I giornalisti di BBC a Pechino hanno detto di avere provato a fare dei video sul luogo dell’incidente, ma sono stati bloccati dalla polizia cinese e tenuti brevemente in stato di fermo.

Anche sui social media cinesi sono state pubblicate alcune foto fatte sul luogo dell’incidente, ma – scrive BBC – sono state rimosse velocemente e i commenti sono stati censurati. Due giornalisti di Agence France Press hanno raccontato di essere stati costretti a cancellare alcune immagini scattate con le loro macchine fotografiche. Qualche immagine continua però a girare in rete.

 



Lo Xinjiang è una regione cinese a maggioranza musulmana turcofona – una particolarità della Cina, visto che circa il 91 per cento della popolazione cinese è di etnia han – in cui da molti anni sono frequenti proteste contro il regime centrale di Pechino. Gli uiguri non accettano la presenza dei cinesi han nella regione e denunciano da tempo le repressioni e le discriminazioni subite per mano del governo di Pechino. Come hanno osservato alcuni esperti, c’è il rischio che il governo usi questo incidente come pretesto per aumentare ancora di più la repressione nello Xinjiang.

Lunedì il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha detto di non conoscere niente di “specifico” riguardo l’incidente; una posizione simile è stata adottata da diversi siti di news cinesi – sottoposti pesantemente a controllo governativo – che non hanno dato alcuna spiegazione sull’accaduto, limitandosi a dire che la polizia stava facendo delle indagini. Piazza Tienanmen è un luogo di grande importanza simbolica per la Cina, conosciuta in tutto il mondo per le grandi proteste studentesche del 1989 contro il regime, finite in un massacro. La piazza è sempre tenuta sotto stretta sorveglianza dalle forze dell’ordine, anche a causa della sua grande vicinanza alle sedi di alcune importanti istituzioni politiche cinesi, come la Grande Sala del Popolo, sede del parlamento nazionale, e lo Zhongnanhai, sede del partito comunista cinese e del governo.