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  • giovedì 10 ottobre 2013

Il reato di immigrazione clandestina

Cos'è la contestata norma del 2009 di cui la commissione giustizia del Senato ha approvato ieri l'abolizione (ma che non è ancora stata abolita)

Mercoledì 9 ottobre la commissione giustizia del Senato ha approvato un emendamento a un disegno di legge che riguarda percorsi riabilitativi alternativi al carcere (la cosiddetta “messa alla prova”), che elimina il reato di immigrazione clandestina. L’emendamento era stato presentato da due senatori del Movimento 5 Stelle, Andrea Buccarella e Maurizio Cioffi, e dovrà essere approvato anche dal Senato e dalla Camera per diventare legge. Le leggi italiane sull’immigrazione sono al centro di un grande dibattito dopo il naufragio di Lampedusa, in cui sono morte circa 300 persone.

L’emendamento del M5S che ha proposto l’abolizione è stato votato da PD e SEL, con il parere positivo del governo. Anche Scelta Civica si è detta favorevole. Alcuni esponenti del centrodestra hanno invece espresso critiche: tra questi soprattutto Massimo Bitonci, senatore della Lega Nord. Pochi membri del PdL si sono espressi, ma l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha scritto su Twitter di essere contraria all’abolizione. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, con un post firmato da entrambi, hanno sconfessato l’emendamento dicendo che la posizione di Buccarella e Cioffi è “del tutto personale”.

Il reato di immigrazione clandestina
Il reato di immigrazione clandestina venne introdotto con la legge n. 94 del 15 luglio 2009, nel cosiddetto primo “pacchetto sicurezza” fatto approvare dall’allora ministro degli Interni Roberto Maroni (Lega Nord): i provvedimenti, presi a partire dal maggio 2008, furono quelli che tra le altre cose introdussero nelle città italiane l’impiego di alcune migliaia di membri delle forze armate in funzione di “controllo del territorio”. L’introduzione del reato di immigrazione clandestina è quindi successiva alla legge “Bossi-Fini”, che è del luglio del 2002.

Il nuovo reato di “ingresso e permanenza illegale nel territorio dello Stato” è una contravvenzione, cioè un reato relativamente meno grave, punibile con un’ammenda dai 5 mila ai 10 mila euro. In base ad esso, come ha ricordato il procuratore di Agrigento Renato di Natale, i superstiti al naufragio di Lampedusa di pochi giorni fa sono stati denunciati d’ufficio per immigrazione clandestina.

Le critiche
Il reato di immigrazione clandestina è stato fortemente criticato fin dal momento della sua istituzione. Secondo molti giuristi, tra cui Valerio Onida, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky (che firmarono un appello durante la discussione del disegno di legge in Senato) la legge è un errore perché criminalizza “mere condizioni personali”, creando un reato che non ha giustificazioni concrete ed è incostituzionale per diversi motivi.

Il principale è che, secondo la Costituzione, può essere colpevole di un reato solo chi abbia compiuto fatti materiali e non chi si trova nella semplice condizione di essere straniero in Italia senza la documentazione richiesta. Nel 2007, la Corte costituzionale aveva anche stabilito che gli stranieri irregolari non possono essere considerati automaticamente “pericolosi” dal punto di vista sociale, per cui il reato di immigrazione clandestina perdeva ulteriormente di giustificazione. Oltre a questo, l’espulsione delle persone senza permesso di soggiorno era già prevista dalla Bossi-Fini, che la prevedeva come misura amministrativa.

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