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  • venerdì 27 Settembre 2013

Le regole del congresso del PD

Rimangono più o meno quelle del 2009: candidature entro l'11 ottobre, convenzione nazionale il 24 novembre, primarie aperte l'8 dicembre

Durante la Direzione nazionale del Partito Democratico che si è svolta questa mattina a Roma sono state votate all’unanimità (con un solo astenuto, Graziano Milia) le regole per l’elezione del nuovo segretario. È stata anche confermata la data dell’8 dicembre per le primarie, decisa durante l’Assemblea nazionale che si è svolta la settimana scorsa. La base del regolamento congressuale resta la stessa del 2009, quando venne eletto segretario Pier Luigi Bersani. Le primarie per i segretari regionali (che prima si svolgevano contemporaneamente alle primarie nazionali) si terranno invece separatamente ed entro il 31 marzo 2014.

Come candidarsi
Le candidature dovranno essere sottoscritte da almeno il 10 per cento dei componenti dell’assemblea nazionale uscente oppure da un numero di iscritti compreso tra i 1.500 e i 2.000 – «distribuiti in non meno di cinque regioni appartenenti ad almeno tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo». In ciascun collegio potrà essere presentata una sola lista collegata a ciascun candidato alla segreteria, e non più di una come negli anni passati. La data per la scadenza della presentazione delle candidature è stata fissata all’11 ottobre (ore 20).

Le spese dei candidati
Ciascun candidato potrà spendere fino a 200 mila euro per la campagna elettorale. Non sono ammesse la pubblicazione a pagamento di messaggi pubblicitari o la propaganda personale su radio, tv e giornali: sono consentiti invece volantini e manifesti.

Le convenzioni locali e la convenzione nazionale
Le procedure per l’elezione del nuovo segretario prevedono che le Convenzioni provinciali (le votazioni delle mozioni congressuali nazionali a livello di circolo e provinciale, con l’elezione dei relativi delegati e riservata ai soli e alle sole iscritte) vengano convocate entro il 20 novembre e che la Convenzione nazionale si svolga il 24 novembre.

Per quanto riguarda I candidati che potranno presentarsi alla seconda fase il regolamento rimanda all’articolo 6, comma 9 dello statuto del PD:  “I tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome”. Soltanto i primi tre candidati, quindi, potranno presentarsi alle primarie dell’8 dicembre.

Chi potrà votare alle primarie
Le primarie saranno “aperte”. Il regolamento che ha ottenuto l’approvazione dice che «possono partecipare al voto per l’elezione del segretario e dell’assemblea nazionale» gli elettori al momento del voto iscritti al PD e quelli che «dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del partito, sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrati nell’albo pubblico delle elettrici e degli elettori». Non serve pre-registrarsi: si può andare direttamente al seggio. Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuta/o a devolvere un contributo di 2 euro. Gli iscritti al Partito Democratico non dovranno invece versare questo contributo.

Ricapitolando, quindi
– 11 ottobre: termine per la presentazione delle candidature
– 20 novembre: termine per le convenzioni provinciali
– 24 novembre: convenzione nazionale del PD
– 8 dicembre: primarie del PD

Segretario e premier
Rimane irrisolta anche la questione della coincidenza o meno tra segretario e candidato premier, che richiede le modifiche di due articoli dello statuto, modifiche che sono state ritirate durante l’Assemblea di sabato 21 settembre perché non c’erano i numeri sufficienti e necessari per votarle: l’articolo 3 sul principio di coincidenza segretario-premier e l’articolo 18 sulla proroga per cui non è solo il segretario a correre per la premiership. «Troveremo le modalità per risolvere il punto che riguarda il rapporto tra segretario e leader», ha detto Epifani durante la sua relazione.

Nella prima versione di questo articolo avevamo scritto che il limite di tre candidati per le primarie era stata abrogato. Questa affermazione era dovuta a una mancanza nel primo testo del regolamento pubblicato ieri. La mancanza è poi stata corretta sul sito del PD (qui invece potete vedere la prima versione che abbiamo consultato). Ci scusiamo per l’errore.