Google è cambiato

Un nuovo algoritmo – "Hummingbird" – capisce meglio il contesto delle ricerche (ma per chiacchierare con Google come con un amico serve ancora tempo)

Giovedì 26 settembre Google ha organizzato un evento a Menlo Park (California) – in un piccolo garage usato nei primi mesi dalla società che in questi giorni compie 15 anni – per presentare una serie di aggiornamenti al suo motore di ricerca. La novità più importante si chiama “Hummingbird” ed è l’evoluzione più recente dell’algoritmo che Google utilizza per catalogare i contenuti online e trovare le cose che gli vengono richieste tramite le chiavi di ricerca. Hummingbird (letteralmente “colibrì”) è già attivo su Google da circa un mese e viene utilizzato automaticamente da Google per il 90 per cento delle ricerche effettuate online. Oltre a gestire meglio la gerarchia dei link verso i siti nelle pagine dei risultati, l’algoritmo riesce a rispondere meglio alle domande testuali lunghe e complesse. Hummingbird comprende meglio il contesto in cui sono formulate ed è più accurato nella catalogazione dei contenuti che trova online.

Knowledge Graph
La funzione di Google che serve per avere direttamente nella pagina dei risultati informazioni sulle cose cercate, prima di cliccare su uno dei link proposti, è stata aggiornata per gestire meglio le domande più complesse. La chiave di ricerca “pittori impressionisti”, per esempio, mostra un elenco dei pittori appartenenti a questa corrente artistica, con una serie di filtri per affinare la ricerca o cercare altri artisti di un altro genere.

google-kg-1

Knowledge Graph può anche essere usato per confrontare le caratteristiche di due cose, da olio d’oliva vs burro fino a Sole vs Luna. Il sistema capisce la richiesta e propone nella pagina dei risultati una tabella comparativa. Queste nuove funzioni di Knowledge Graph sono disponibili sulla versione in inglese di Google e saranno progressivamente estese alle altre lingue, italiano compreso.

Google su iOS
Google sta lavorando molto per rendere più pratica e utile la sua applicazione di Google Search su iOS, il sistema operativo per iPhone e iPad, in modo da ridurre le sue differenze rispetto a quella per Android. Entro fine mese sarà disponibile una nuova versione della app che, tra le altre cose, introduce la possibilità di ricevere notifiche su promemoria e altre attività.

google-kg-2

Mobile
Google ha messo online una nuova versione per i browser dei dispositivi mobili. Su smartphone, mostra i risultati in modo più ordinato, suddividendoli per schede a seconda delle loro caratteristiche: dati di Knowledge Graph, notizie, immagini, link verso altri siti eccetera.

google-kg-3b

Conversazione
Durante l’evento a Menlo Park, quelli di Google hanno anche confermato di essere al lavoro per rendere più naturale l’interazione tra gli utenti e il motore di ricerca. L’obiettivo è trasformare l’operazione di ricerca di cose online, soprattutto da mobile, in una sorta di conversazione, in cui Google riesca a tenere il filo del discorso e ad affinare progressivamente i suoi risultati. Sarà possibile chiedere “Quanti anni ha la regina Elisabetta II?” e successivamente fare una nuova ricerca come “Chi è suo marito?” senza ripetere il soggetto principale della ricerca.

Storia
In occasione dei 15 anni di esistenza di Google, il blog ufficiale InsideSearch ha pubblicato uno schema che riassume efficacemente le novità introdotte sul motore di ricerca da quando è nato a oggi.

google-kg-4

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.