Google è diventato più intelligente

Un nuovo sistema permette al motore di ricerca di capire meglio cosa vogliamo: si chiama "Knowledge Graph" e funziona così

Due mesi fa il Wall Street Journal pubblicò un lungo articolo anticipando alcune novità che avrebbero interessato Google, e di conseguenza le centinaia di milioni di persone che lo usano ogni giorno. La notizia, che aveva ricevuto solamente qualche conferma ufficiosa, era che fossero quasi terminati i lavori per rendere Google più “intelligente”, così che fosse in grado di ottenere direttamente le risposte a particolari domande senza il solito elenco di link da consultare nella pagina dei risultati. Ieri Google ha annunciato una prima importante innovazione, che si chiama Knowledge Graph, destinata a cambiare il modo in cui usiamo il motore di ricerca.

Che cos’è
È un nuovo sistema che si affianca a quelli già esistenti che fanno funzionare Google, ma fa qualcosa di diverso: seleziona e mostra contenuti rilevanti per le ricerche effettuate direttamente nelle pagine dei risultati. Fa riferimento a circa 500 milioni di diversi soggetti e mette in relazione una rete di 3,5 miliardi tra dati e fatti. Elaborando queste informazioni, fornisce risultati pertinenti che consentono di ottenere informazioni direttamente da Google o di avviare ricerche via via più specifiche.

Trovare le cose
Quando si effettua una normale ricerca su Google, Knowledge Graph provvede ad arricchire la pagina dei risultati con una nuova colonna (che compare a destra) dove sono contenuti dati e informazioni sulla cosa cercata. Se, per esempio, la chiave di ricerca è “Taj Mahal” il sistema valuta la richiesta e stabilisce di dare informazioni sul famoso palazzo indiano e sulla sua collocazione geografica. Nella colonna possono anche comparire anteprime di fotografie e di altri contenuti legati all’edificio. Poco più sotto, Google mostra poi una sezione dove raccoglie ricerche alternative, se per esempio si era alla ricerca della band musicale Taj Mahal e non del palazzo. L’obiettivo, che per ora è stato raggiunto in parte, è quello di rendere Google in grado di comprendere meglio il contesto delle ricerche, offrendo risposte più pertinenti, precise e facili da consultare. Ed evitare che soffrano di “recentismo”, come aveva segnalato Massimo Mantellini sul suo blog sul Post pochi giorni fa.

Riassunti
Per farla semplice, Knowledge Graph riassume e mette insieme le informazioni legate a una particolare chiave di ricerca. Se si cerca “Leonardo da Vinci”, il sistema mostra nella colonna a destra una foto del personaggio storico, una breve biografia (in genere tratta da Wikipedia) e schematicamente una serie di dati come luogo e anno di nascita e morte, particolari rapporti di parentela, le cose più importanti fatte nella sua vita. A ogni informazione è associato un link, che consente di approfondire la ricerca e di ottenere altri dati.

Per mettere insieme i riassunti, il sistema sfrutta in forma aggregata (cioè tutti insieme e senza poter risalire a un singolo utente) i dati sulle cose che gli utenti cercano attraverso Google. In questo modo saprà che per Leonardo da Vinci gli utenti vorranno più che altro informazioni sui suoi quadri e le sue invenzioni, che per Alessandro Manzoni avranno più interesse per le sue opere letterarie e così via.

Nella prossima pagina, ricerche più approfondite,
quando e dove arriva il nuovo servizio e la concorrenza (Bing!)

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