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  • martedì 17 Settembre 2013

«Dategli fiducia, a questa gente»

Marco Imarisio racconta lo scontro tra culture al Giglio in attesa del raddrizzamento: giornalisti agitati e isolani pazienti

A raccontare cosa succede all’Isola del Giglio durante le operazioni di rotazione della Costa Concordia, per il Corriere della Sera c’è Marco Imarisio: che racconta bene in un lungo articolo come la vivono gli abitanti dell’isola: la rotazione dell’isola e la rotazione di tutto quanto intorno.

Ce l’avevano detto, che sarebbe stata una prova, e non delle più facili, che non c’erano da aspettarsi risposte definitive e neppure certezze. Per l’abuso di metafora ci sarà tempo. Doveva essere la svolta. È stata una rappresentazione gelida e tecnica diventata presto ossessiva, senza colpi di scena da offrire all’Italia che avrebbe una certa fretta di mettersi alle spalle la tragedia del Giglio. Niente, invece.

La realtà è spesso in conflitto con i desideri. Così, quando scende il buio, il senso di delusione tra gli addetti ai lavori che seguono l’operazione è palpabile.L’ultimo incontro con i giornalistiè segnato dallo scetticismo dei media, di noi che volevamo tutto e subito. «Insomma, dovete capirlo che con il mare non c’è mai nulla di certo. Fate come noi, dategli fiducia, a questa gente». A parlare zittendo la sala è un lupo di mare del Giglio, un uomo anziano che molto ha navigato e visto, capace di annusare questo scetticismo latente. «Suvvia, ci siamo tutti dentro, stiamo insieme» urla chiudendo un fuori programma che senz’altro non è dispiaciuto ai responsabili dell’operazione, assediati dalle domande sull’assenza di un piano B, come se quello principale fosse fallito, come se l’attesa fosse già una sentenza di condanna.

(leggi per intero su Corriere.it)

foto: il direttore delle operazioni di rotazione, il sudafricano Nick Sloan, abbraccia uno degli addetti al progetto una volta concluso il raddrizzamento. (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)