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  • mercoledì 21 agosto 2013

Tra Siria e Iraq

Le foto dei 35mila profughi siriani che da giovedì hanno attraversato il confine appena aperto tra Siria e Kurdistan iracheno, per scappare dalla guerra

Da giovedì circa 35mila profughi siriani hanno attraversato il confine e sono andati nel vicino Kurdistan iracheno, nell’Iraq del nord. Il numero impressionante di siriani che hanno lasciato le loro case, spiegano diversi siti di news internazionali, si deve ai sempre più frequenti attacchi che il gruppo di ribelli estremisti di al-Nusra, legato ad Al Qaida, ha iniziato a compiere nei villaggi curdi siriani vicino al confine con l’Iraq.

L’esodo di migliaia di persone dalla Siria al Kurdistan iracheno si è verificato per la riapertura di un tratto di confine tra i due paesi, dopo che il passaggio era stato chiuso dal governo regionale curdo alcuni mesi fa. Un alto funzionario curdo ha spiegato: «il confine è stato riaperto a causa della crescente violenza tra al-Nusra e curdi. Si erano già accumulate molte richieste di persone che volevano attraversare il confine, per questo i numeri sono così grandi».

Moltissime famiglie si sono dirette verso il nord dell’Iraq con poco o niente con loro: hanno attraversato un ponte fatto di metallo sul fiume Tigri, assistite dagli operatori umanitari delle Nazioni Unite. Qualche giorno fa il sito delle Nazioni Unite aveva pubblicato una fotografia scattata da Galiya Gubaeva giovedì scorso, il giorno della riapertura del confine, che mostrava migliaia di persone camminare sul ponte per entrare in Iraq. Solo giovedì, avevano spiegato alcuni funzionari dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHRC), i profughi siriani ad attraversare il fiume erano stati tra i 5mila e i 7mila.

I curdi siriani, spiega Reuters, sono diventati una parte del conflitto in Siria con l’emergere di divisioni e violenze settarie. Un mese fa le forze curde avevano ottenuto il controllo della città di Ras al-Ain, sul confine con la Turchia, in una battaglia combattuta contro i militanti di al Qaida. Come risposta alla vittoria curda, i gruppi più estremisti di ribelli hanno intensificato i loro attacchi nelle regioni a nordest della Siria, soprattutto negli ultimi 10 giorni, costringendo molti abitanti del posto a lasciare le loro case. La situazione al confine tra Iraq e Siria potrebbe peggiorare ancora nelle prossime settimane, dicono diversi esperti, anche perché in quella regione al Qaida è particolarmente forte.

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