• Cultura
  • mercoledì 21 agosto 2013

Le foto di Walter Chappell

Le opere di un fotografo molto bravo e poco noto (considerato "scabroso") in una retrospettiva a Modena

Sarà inaugurata venerdì 13 settembre, negli spazi espositivi dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, Walter Chappell. Eternal Impermanence, una retrospettiva con 150 fotografie realizzate tra gli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta dedicata al fotografo statunitense Walter Chappell.

Walter Chappell non è molto noto: per anni il suo lavoro è stato censurato e rifiutato con l’accusa di essere troppo esplicito. Le sue fotografie, sempre in bianco e nero, riguardano l’amore, il corpo, la materia, il sesso, in relazione con un mondo “a forma” di natura. Chappell è un fotografo attento: le assonanze tra i corpi e i monumenti naturali vengono mostrate attraverso semplici ma efficaci composizioni, e dimostrano una sensibilità molto potente e un’attenzione molto particolare ai vari aspetti della vita.

Chappell ha avuto un’esistenza piuttosto movimentata. Nel 1961 lasciò la George Eastman House e Aperture, dove lavorava come curatore, e si associò per un periodo al gruppo Association of Heliographers Archive Gallery, iniziando a collaborare con i massimi esponenti della fotografia statunitense. Fu allievo di Minor White e di Alfred Stieglitz, dai quali imparò che la fotografia è un’arte al pari della pittura e dalla musica. Collaborò anche con il gruppo della straight photography, da cui imparò che le forme sono capaci di fornire significato grazie al loro “stare”, e che produrre bene una fotografia utilizzando le giuste tecniche è un passaggio importante per comunicare. Questo approccio fu definito da Chappell Camera Vision: “l’uso sensibile dei miei occhi, dall’alto di una comprensione e un’intuizione basata sulla mia personale conoscenza del mio rapporto con la realtà”.

Walter Chappell

Stan Tomita, Ritratto di Walter Chappell, Oahu, Hawaii, 1977

Chappell viaggiò molto e i suoi lavori e le sue tecniche riflettono gli incontri e le esperienze che ha affrontato. Traslocò diverse volte, distrusse e ricostruì 25 camere oscure, ebbe due mogli e sette figli. È morto nel 2000 a 75 anni a El Rito, nel New Mexico, negli Stati Uniti.

Le sue opere sono conservate nei maggior musei e archivi, dalla collezione del MoMa alla Library of Congress al museo internazionale George Eastman House. La mostra di Modena sarà inaugurata in occasione del Festivalfilosofia,che si svolgerà dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo e sarà dedicato al tema “amare”. Prodotta da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è curata da Filippo Maggia.

Walter Chappell

Blaine Ellis, ritratto di Walter Chappell

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.