• Italia
  • sabato 17 agosto 2013

Quanti migranti sbarcano in Italia?

Gli ultimi, circa 300, sono arrivati ieri notte: secondo i dati del ministero dell'Interno negli scorsi 12 mesi sono arrivate circa 24 mila persone

Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 agosto sono sbarcate in Italia circa 300 persone, soccorse dalla Guardia Costiera al largo delle coste della Sicilia. Un’imbarcazione trasportava 95 persone, un’altra trasportava 195 persone e altre imbarcazioni sarebbero in arrivo a Lampedusa, uno dei principali luoghi di sbarco. Il 15 agosto, durante una conferenza stampa, il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva detto che nel centro di primo soccorso e assistenza di Lampedusa c’erano 67 migranti: il centro può contenere in tutto 381 posti.

Il tema degli arrivi via mare di migranti in Italia compare periodicamente sulle prime pagine dei giornali di questi giorni, a volte per i suoi esiti tragici: sabato 10 agosto sei persone sono morte a pochi metri dalla riva dopo essere scesi da un barcone che trasportava circa 120 persone. Poche settimane fa, con la visita di papa Francesco nell’isola di Lampedusa, il tema ha ricevuto temporaneamente una maggiore esposizione mediatica.

Il governo italiano fornisce i numeri degli sbarchi nel cosiddetto “rapporto di Ferragosto”. Secondo i dati diffusi dal ministero degli Interni per quest’anno, dal primo agosto 2012 al 10 agosto 2013 sono sbarcate in Italia 24.277 persone. Un terzo, esattamente 8.932, è arrivato in quaranta giorni, dal primo luglio al 10 agosto 2013. Alfano ha spiegato che questi numeri non rappresentano ancora «un’emergenza ingestibile».

Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, il numero stimato dei cittadini stranieri presenti in Italia e privi di documenti di soggiorno regolari è stimato in circa 650 mila persone. Secondo i dati del ministero dell’Interno pubblicati nel 2008, circa un cittadino straniero irregolare su otto (il 12 per cento) era arrivato via mare, mentre la gran parte era arrivato in aereo utilizzando un visto turistico. Lo stesso rapporto di Ferragosto informa che nel corso dell’ultimo anno il governo ha esaminato 11.068 richieste di protezione internazionale e, tra tutte queste, ha concesso lo status di rifugiato in circa 1.600 casi e altri tipi di tutela temporanea a circa 5.500 persone.

Gli anni precedenti
La cifra dei migranti arrivati in Italia quest’anno è maggiore rispetto a quella del 2012 e più o meno uguale a quella di due anni fa: secondo i dati del ministero, tra il primo agosto 2011 e il 31 luglio 2012 sono arrivati in Italia 17.365 migranti, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente, dati 2011, arrivarono 24.796 migranti. Alfano ha spiegato che la situazione dell’isola di Lampedusa, che si trova in provincia di Agrigento, rappresenta un problema soprattutto europeo, più che italiano: l’obiettivo del governo è quello di «trovare un equilibrio tra il dovere dell’accoglienza e la necessità di decidere chi può rimanere sul suolo italiano».

Si tratta di una linea decisamente più flessibile rispetto alle decisioni prese dai governi degli anni passati, quasi opposta alla politica dei respingimenti avviata nel 2009 dall’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante l’ultimo governo guidato da Silvio Berlusconi. In passato l’Italia, a causa delle sue politiche sull’immigrazione, era stata anche al centro di un caso giudiziario internazionale.

Il 6 maggio 2009, a 56 chilometri a sud di Lampedusa, circa 200 persone di origine libica, somala ed eritrea viaggiavano in acque internazionali. Le autorità italiane intercettarono il gommone e dopo aver trasferito i migranti su una nave italiana li riportarono in Libia. Di queste persone, 24 furono ritrovate e successivamente decisero di presentare una denuncia al tribunale europeo dei diritti umani. Nello stesso anno, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo accettò il ricorso e con la sentenza del 23 febbraio 2012 condannò l’Italia per i respingimenti di quei 24 migranti. La violazione dell’Italia – riferita all’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani – riguardava il divieto di espulsioni collettive. Fu stabilito anche un risarcimento di 15 mila euro a 22 dei 24 migranti coinvolti nel caso, dato che due ricorsi erano stati giudicati non ammissibili.

Foto: AP Photo/Francesco Malavolta

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