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  • martedì 9 luglio 2013

Il video delle tre donne rapite a Cleveland

Sono comparse per la prima volta insieme davanti a una telecamera per ringraziare per il sostegno ricevuto, dopo la loro prigionia durata 10 anni

A due mesi di distanza dalla loro liberazione, le tre donne tenute sotto sequestro per dieci anni a Cleveland, in Ohio (Stati Uniti), sono comparse insieme per la prima volta in un video per ringraziare tutte le persone che hanno dato loro assistenza morale e finanziaria. Il video è stato girato il 2 luglio scorso nella sede dello studio legale Jones Day di Cleveland ed è stato diffuso nella notte di lunedì 8 luglio su YouTube.

Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight erano state rapite separatamente tra il 2002 e il 2004, quando avevano rispettivamente 14, 16 e 20 anni. Il sospettato del loro rapimento è Ariel Castro, un ex autista di autobus di 52 anni, che le avrebbe tenute prigioniere nella propria villetta su due piani nella zona di Cleveland. Castro ha avuto una figlia con Berry – la bambina ora ha 6 anni – ed è accusato di avere lasciato Knight senza cibo per giorni e di averla percossa più volte per farla abortire.

Castro è stato arrestato il 6 maggio scorso, dopo che Berry era riuscita a uscire dalla porta di casa dove era sotto sequestro con le altre due donne. Le sue urla e richieste di aiuto sono state sentite da alcuni vicini, che l’hanno soccorsa e scoperto di avere vissuto per anni nella zona senza avere idea di che cosa stesse succedendo nella casa di Castro.

Nel video, che dura tre minuti e mezzo, le tre donne ringraziano per il sostegno e le preghiere di parenti, amici e conoscenti, che si sono rivelati molto importanti nei loro due primi mesi di libertà per cercare di ricostruire una vita. Amanda Berry parla per prima, Gina DeJesus dice solo poche parole, Michelle Knight davanti alla telecamera legge un breve testo con qualche difficoltà, spiegando: «Sono probabilmente andata fino all’inferno e tornata indietro, ma sono stata forte a sufficienza per attraversare l’inferno con un sorriso sulla mia faccia e a testa alta. Non lascerò che questa situazione definisca chi sono. Sarò io a definire la situazione. Non voglio essere consumata dall’odio».

Berry dice di sentire di diventare più forte ogni giorno e chiede a tutti di rispettare il più possibile la sua privacy. DeJesus ringrazia per la solidarietà e l’aiuto di chi le è stato vicino. Nel video compaiono anche i suoi genitori, che ringraziano per le donazioni ricevute e che sono raccolte in un fondo messo insieme appositamente per le tre donne. Nancy Ruiz, la madre di Gina DeJesus, si rivolge ai genitori delle persone scomparse, incoraggiandoli a chiedere aiuto e assistenza: «Fate affidamento sui vostri vicini. Non abbiate paura di chiedere aiuto, perché c’è gente disposta ad aiutarvi».

Separatamente, i legali di Berry, DeJesus e Knight hanno chiesto a tutti di rispettare la pricacy delle loro clienti. Hanno confermato che il caso giudiziario che ora le coinvolge non sarà discusso con i giornalisti e con nessun altro.

Ariel Castro è stato arrestato il 6 maggio scorso e due giorni dopo è stato accusato di rapimento e di stupro, con la possibilità di essere rilasciato su cauzione solo nel caso del pagamento di 8 milioni di dollari. Il 7 giugno, il gran giurì che si occupa del caso (la giuria che deve stabilire se le prove raccolte sono sufficienti per avviare un processo penale) ha approvato 329 capi d’accusa contro Castro, tra i quali ce ne sono due per omicidio aggravato. Altre accuse sono stupro, rapimento e diversi tipi di molestie. Le indagini sono ancora in corso e nuovi dettagli potranno essere dati al gran giurì. Non è escluso che sia proposta la pena di morte, prevista dall’ordinamento dell’Ohio ed eseguita attraverso l’iniezione letale.

In seguito ai primi capi di accusa, un avvocato di Castro ha spiegato alla stampa di avere dichiarato non colpevole il proprio cliente davanti ai giudici. I legali di Castro vorrebbero trovare una soluzione per “evitare un inutile processo legato all’omicidio aggravato e alla pena di morte”. Il 3 luglio, Ariel Castro è stato giudicato in grado di sostenere un processo. La prossima udienza preliminare si dovrebbe svolgere il 24 luglio e nei primi giorni di agosto potrebbe essere avviata la selezione della giuria per il processo.

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