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  • domenica 16 giugno 2013

A Caracas si corre di notte, e in tanti

È uno dei modi creativi che i venezuelani usano per difendersi dalla criminalità, che negli ultimi anni è cresciuta molto in tutto il paese

A Caracas, la capitale del Venezuela, per tre notti a settimana circa 300 persone si riuniscono per fare jogging insieme. Sono riuniti in un’associazione, il Club dei corridori venezuelani, che ha una specie di motto informale, racconta il Washington Post : “la gente di questa città è disposta a fare di tutto pur di vivere una vita normale”. Le difficoltà sono un tasso di omicidi tra i più alti al mondo e un livello di criminalità che ha costretto chi vuole fare un po’ di esercizio fisico dopo il lavoro a riunirsi con altre 300 persone, in primo luogo per evitare di essere rapito.

Il Venezuela è un paese che negli ultimi quindici anni – in cui ha governato quasi sempre il presidente Hugo Chávez, morto lo scorso marzo – ha avuto una notevole crescita economica, che ha visto uscire alla povertà centinaia di migliaia di suoi cittadini e che ha più che raddoppiato il PIL pro capite. Nello stesso tempo la criminalità è cresciuta fino al punto da rendere il Venezuela uno dei paesi più violenti del mondo.

Il numero annuale di omicidi ogni centomila abitanti è passato da 25 nel 1999 a 54 nel 2012. A Caracas il tasso di omicidi è di 122 l’anno ogni centomila abitanti – un numero in realtà cresciuto poco negli ultimi 10 anni – il che la rende una delle città più violente di tutto il mondo.

Oltre agli omicidi, gli abitanti di Caracas sono preoccupati anche per altri motivi. I rapimenti vengono spesso chiamati “rapimenti rapidi”: vengono sequestrate persone normali, appartenenti alla classe media, e vengono liberati dopo poco, in cambio di un riscatto relativamente modesto. In molti usano vecchie automobili nella speranza di non attirare l’attenzione di possibili rapitori.

Si tratta un fenomeno così diffuso che molti venezuelani si sono associati per creare dei fondi di mutua assicurazione. In sostanza, ogni mese si versa una quota del proprio stipendio nel fondo, che si occupa di pagare il riscatto nel caso uno degli associati o un suo familiare venga rapito. Molti altri passeggiano per le strade con due telefonini: un vecchio modello da pochi soldi e uno smartphone, in modo da poter consegnare quello vecchio in caso di rapina.

Quando si va a cena da amici, racconta ancora il Washington Post, spesso ci si porta dietro il pigiama e si resta a dormire, per evitare di tornare a casa nelle ore più pericolose. Si vendono molte auto con vetri a prova di proiettile e chi non se le può permettere le può affittare. In Venezuela c’è un mercato in crescita che offre servizi di auto blindate e guardie del corpo anche per periodi di tempo molto limitati. Non si tratta di un lusso da ricchi: molti membri della classe media sono disposti a pagare una guardia del corpo 20 euro l’ora per un viaggio pericoloso o per uno spostamento notturno.

La risposta del governo all’aumento del crimine è stato impegnare l’esercito sulle strade, come aiuto alla polizia – una politica cominciata da Chavez e proseguita dal suo successore, Nicolas Maduro. Secondo gli esperti consultati dal Washington Post, queste tattiche non sono destinate a produrre risultati duraturi.

È difficile spiegare perché il crimine sia aumentato nonostante il miglioramento delle condizioni di vita nel paese. Secondo alcuni almeno una parte della responsabilità potrebbe essere attribuita al traffico di droga. Le rotte della cocaina, negli ultimi anni, si sono spostate verso il Venezuela: dal 2002 ad oggi si stima che la quantità di cocaina che raggiunge gli Stati Uniti attraverso il Venezuela sia continuamente aumentata – nonostante la collaborazione tra le autorità venezuelane e la DEA, il dipartimento antidroga del governo americano. Oggi il Venezuela è il quarto paese al mondo per quantità di cocaina sequestrata.

Oltre ad aumentare la violenza legata alla guerra tra le organizzazioni criminali (che è solo una parte minoritaria della violenza nel paese) il traffico di droga ha portato a un crescente livello di corruzione nella polizia e nell’esercito, rendendoli più inefficienti nella lotta al crimine, secondo alcune inchieste dei giornali venezuelani. Le forze di polizia del paese potrebbero avere anche un altro problema, legato alla loro preparazione: nel 2002 Chávez subì un tentativo di colpo di stato in cui era coinvolta anche la polizia. Dopo aver ripreso il potere, Chávez inserì molti ex militari nei ranghi della polizia. I militari erano più fedeli rispetto ai loro predecessori, ma erano anche meno preparati nelle tecniche di lotta al crimine.

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