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  • mercoledì 5 giugno 2013

Hollande e i rom in Francia

L'arrivo della sinistra al governo non ha cambiato le cose: continuano espulsioni e sgomberi - l'ultimo oggi - e il governo è accusato di non aver mantenuto le promesse

di Giulia Siviero - @glsiviero

Con l’arrivo della sinistra al governo e l’elezione nel maggio del 2012 del socialista François Hollande alla presidenza della Francia, le espulsioni di rom e le evacuazioni di accampamenti illegali sono continuate, come ai tempi di Sarkozy. Solo nelle ultime tre settimane la polizia francese ha smantellato almeno 4 campi a Saint-Denis, a Nizza, a Lione e oggi anche a Lille. La stessa situazione si è verificata l’agosto dello scorso anno, con una serie di evacuazioni in diverse città della Francia.

Lille, Lione, Sait-Denis, Nizza
Dalle sei di questa mattina, mercoledì 5 giugno, circa 200 agenti di polizia stanno smantellando un campo rom situato su un terreno che fa parte della città di Lille, vicino alla superstrada intorno alla città. Nell’accampamento, abitato dal giugno del 2011, vivevano più di 200 persone, ma dopo l’ordine di evacuazione stabilito in aprile dal tribunale ne erano rimaste circa 60. Il sindaco di Lille – Martine Aubry, già segretaria del Partito Socialista francese e candidata alle primarie per la presidenza – ha parlato di “pericolo immediato” per i rom, che vivevano in baracche senza acqua corrente o servizi igienici e con un unico generatore elettrico. Lo scorso 13 maggio a Lione tre persone, due donne e un bambino, erano morte nell’incendio di una ex fabbrica dove vivevano abusivamente in 200. Un centinaio di loro era stato trasferito in una palestra della città e da qui erano stati evacuati il 29 maggio. Il giorno prima, martedì 28 maggio, altre centoquaranta persone erano state costrette a lasciare il loro insediamento vicino all’autostrada di Saint-Denis, appena fuori Parigi e il 21 maggio, a Nizza, era stato smantellato un altro campo sulla riva sinistra del fiume Var, dove vivevano in un centinaio.

La legge francese e i provvedimenti di Hollande
I rom, in quanto cittadini europei, hanno diritto a entrare in Francia senza un visto, ma la legge stabilisce che se vogliono soggiornare per più di tre mesi devono avere un permesso di lavoro e dimostrare di avere i mezzi per sostenersi. Secondo le informazioni fornite dalle prefetture, attualmente in Francia ci sono circa ventimila rom, un terzo dei quali bambini, e vivono in quattrocento diversi insediamenti illegali.

Le espulsioni degli immigrati clandestini sono regolate dall’OQTF (Obligation de quitter le territoire français), una legge del 2006. Gli sgomberi vengono ordinati invece dai tribunali locali, con due motivazioni principali: le condizioni igieniche precarie e l’occupazione illegale di edifici pubblici. La legge prevede infatti che quando un terreno è occupato illegalmente, il proprietario si rivolga alla giustizia e che la polizia applichi poi la sentenza. Tuttavia, una circolare interministeriale emessa alla fine di agosto 2012 impone alle autorità di “accompagnare” le persone che subiscono sgomberi forzati con la proposta di una sistemazione alternativa adeguata. La Francia ha anche raggiunto un accordo con la Romania che prevede l’invio sul territorio francese di poliziotti rumeni per facilitare le espulsioni.

A dicembre il governo ha anche deciso di ridurre la quantità di aiuti in denaro dati agli immigrati irregolari provenienti da un paese dell’Unione europea, in cambio di un ritorno volontario al proprio paese. Il provvedimento era stato adottato nel 2007 da Nicolas Sarkozy e stabiliva una somma di 300 euro per gli adulti e 100 euro per i bambini. Il governo Hollande ha ridotto gli importi a 50 euro per gli adulti e a 30 euro per i bambini.

Il ministro dell’Interno del governo Hollande, Manuel Valls, intervistato dal quotidiano Le Parisien il 14 marzo, ha detto che i rom non «vogliono integrarsi» e che il loro «destino» è «restare in Romania o di farvi ritorno». Ha parlato del lavoro di smantellamento e evacuazione che deve essere condotto con «umanità» ma che «è più che mai necessario» e che «deve continuare». Citando una celebre frase di Michel Rocard, primo ministro di François Mitterrand nel 1988, Valls ha inoltre spiegato che «la Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo» e che il pagamento di una somma in denaro per facilitare il rimpatrio è stato un meccanismo di cui i rom hanno approfittato «per fare dei viaggi».

Hollande come Sarkozy?
Le ONG e le associazioni che lavorano con i rom affermano che la circolare di agosto è rimasta nei fatti inapplicata o applicata solo parzialmente, e che i provvedimenti di sgombero vengono spesso condotti prima che agli occupanti venga trovata una nuova sistemazione. Sostengono che le famiglie vengono “gettate per la strada come degli animali”, senza che venga dato loro il tempo di raccogliere le proprie cose. Denunciano inoltre l’ipocrisia del governo che “maschera il programma di espulsioni con un programma umanitario” e affermano anche che gli sgomberi sistematici destabilizzano il loro lavoro di integrazione.

Hollande è accusato di non aver mantenuto le promesse fatte durante la campagna elettorale, quando aveva criticato le politiche di Sarkozy e aveva promesso di trovare al problema delle misure alternative. In una lettera inviata il 27 marzo 2012 a Romeurope, associazione che si batte per i diritti dei rom in Francia, il futuro presidente aveva scritto: «Ho sempre denunciato, e continuerò a farlo, il modo pericoloso con cui il mio avversario nell’agosto 2010 ha stigmatizzato la popolazione rom: espulsioni brutali a ripetizione, divieto di lavoro e di educazione, rimpatri forzati senza risultati. Questa è la politica del governo di Nicolas Sarkozy che è responsabile della intollerabile precarietà nella quale si trovano queste famiglie».

Secondo un rapporto pubblicato a febbraio dall’Associazione Europea per la Difesa dei Diritti Umani (AEDH), nel 2012 in Franciasono stati evacuati da insediamenti illegali circa 12mila rom, e dei 63 sgomberi fatti tra luglio e dicembre, solo 15 sono stati effettivamente accompagnati con un alloggio alternativo. Secondo Grégoire Cousin, ricercatore presso l’Osservatorio europeo Urba-Rom, «dopo l’elezione di Francois Hollande il ritmo delle espulsioni forzate è rimasto lo stesso di quando c’era al governo Nicolas Sarkozy». Secondo i dati del Ministero dell’Interno, anzi, c’è stato un aumento: a un anno dalle elezioni, sono stati espulsi dalla Francia 12.841 cittadini provenienti dalla Romania e dalla Bulgaria, quasi tutti rom e nel 2011 10.841 con un incremento del 18,4 per cento.

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