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  • sabato 1 giugno 2013

Meno tedeschi del previsto

Dai risultati del censimento in Germania, il primo da 25 anni, è venuto fuori che ci sono 1,5 milioni di persone meno delle stime ufficiali

Venerdì 31 maggio l’ufficio federale di statistica tedesco (Destatis) ha pubblicato i risultati del primo censimento della popolazione della Germania da oltre vent’anni. I risultati hanno confermato i timori che da tempo ci sono in Germania su una popolazione inferiore al previsto: rispetto ai dati che venivano stimati dalle autorità, il censimento ha mostrato che ci sono 1,5 milioni abitanti in meno (circa l’1,9 per cento della popolazione), 80,2 milioni invece di 81,7.

Il quotidiano tedesco Die Welt ha dedicato oggi la prima pagina al censimento, con il titolo So ist Deutschland (“La Germania è così”): sopra il titolo una serie di grafici, tutti con il segno meno. La riduzione della popolazione preoccupa i politici tedeschi, tra cui Angela Merkel, e pone questioni complicate: meno persone che lavorano e pagano le tasse renderanno più difficile ripagare pensioni e sostenere i conti pubblici nei prossimi anni.

Dalla caduta del Muro di Berlino, con la successiva riunificazione tra Germania Ovest e Germania Est, non si era mai tenuto un censimento. Il motivo principale per questa assenza, rara per un paese occidentale – in Italia, ad esempio, se ne tiene uno ogni dieci anni dal 1861 – è la grande cultura del rispetto per la privacy dei cittadini tedeschi: l’ultimo, condotto nel 2011, è stato fatto solo per le pressioni dell’Unione Europea.

Quello del 1987 in Germania Ovest andò incontro a parecchia opposizione, dato che secondo molti tedeschi lo stato non aveva il diritto di controllare i cittadini e di raccogliere dati che poi, si temeva, sarebbero potuti essere condivisi con la polizia o le autorità fiscali (su questa base, un tribunale bloccò il tentativo di avviare un censimento nel 1983). I Verdi tedeschi diffusero volantini che dicevano “Solo le pecore si contano”. A Berlino ci furono proteste e scontri di piazza. Nella Germania Est, intanto, l’ultimo censimento risaliva al 1981.

Dove sono le persone mancanti?
Secondo i dati presentati ieri, il 9 maggio 2011 – giorno scelto per “fotografare” la situazione demografica – la Germania aveva circa 80,2 milioni di abitanti, 74 dei quali (il 92,3 per cento) in possesso della cittadinanza tedesca. Poco meno di 6,2 milioni di persone (il 7,7 per cento) abitavano in Germania ma avevano la cittadinanza straniera.

Rispetto ai dati ufficiali fino ad allora in uso, risultano 428 mila tedeschi meno del previsto (lo 0,6 per cento), mentre la vera differenza è tra i cittadini stranieri: la differenza nel numero di abitanti stranieri è del 14,9 per cento, ovvero quasi 1,1 milioni di persone in meno.

Il motivo di questo risultato sorprendente sta nei meccanismi di registrazione dei cittadini stranieri. Chi si trasferisce in Germania deve fornire un indirizzo alle autorità locali (di solito a livello comunale): senza la registrazione non è possibile effettuare molte semplici attività come aprire un conto in banca. Al momento di cambiare residenza o di lasciare la Germania è necessario modificare o annullare la registrazione presso le autorità locali. Le autorità federali facevano grande affidamento sui registri locali, che tengono conto di nascite, morti e cambi di indirizzo, cercando anche di correggere eventuali errori o stranezze.

Il problema è che moltissimi stranieri lasciano il paese senza cancellare la registrazione, a maggior ragione se non hanno intenzione di tornare in Germania: si è creato così negli anni un numero molto alto di residenti “fantasma” nei registri locali, che ha finito per gonfiare le statistiche della popolazione. Secondo un sociologo berlinese intervistato dal New York Times, alcuni studiosi di demografia erano in difficoltà nello spiegare come mai, nella popolazione immigrata, ci fosse una longevità così alta e persone che vivevano fino a 110 anni: la realtà era che molti di loro erano tornati da tempo nel loro paese di origine e continuavano quindi «a vivere solo nei registri».

Cattive notizie
I risultati del censimento hanno avviato una discussione in Germania sul problema demografico: il paese è attualmente il più popoloso dell’Unione Europea e la sua economia la più grande – la quarta nel mondo, dietro USA Cina e Giappone – ma è anche uno di quelli con l’età media più alta, superato solo da Giappone e Italia. Fatto ugualmente preoccupante, il tasso di fertilità è tra i più bassi del mondo.

I tedeschi si chiedono quindi chi pagherà le pensioni e sosterrà lo stato sociale nel prossimo futuro, se i conti sono stati fatti per molti anni basandosi su dati sbagliati.

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