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  • giovedì 30 maggio 2013

Alba Dorata, la Grecia e il razzismo

A un anno dal suo arrivo in Parlamento l'estrema destra greca è accusata di razzismo e violenze: ma il problema riguarda anche gli altri partiti e la polizia

Mercoledì 29 maggio, in Grecia, centinaia di estremisti di destra del partito Alba Dorata hanno marciato per le strade di Atene per commemorare l’anniversario della caduta di Costantinopoli e la fine dell’Impero Romano d’Oriente, avvenuta il 29 maggio 1453. Il corteo – con torce, bandiere e slogan come “Sangue, Onore, Alba Dorata” e “la Grecia è dei greci” – è partito dalla piazza che si trova all’esterno della cattedrale di Atene e si è diretto verso il Parlamento. Alba Dorata alle ultime elezioni parlamentari ha ottenuto il 6,97 per cento dei voti e 18 seggi.

Che cos’è Alba Dorata
Alba Dorata esiste dal novembre del 1993. Secondo un recente sondaggio, oggi è la terza forza politica del paese con un consenso che va dal 10,7 per cento al 12 per cento. È un partito di estrema destra, dalle idee neonaziste e xenofobe. Queste posizioni sono state apertamente dichiarate da Nikolaos Michaloliakos, leader del partito, nel suo primo discorso in Parlamento: ha parlato di «indipendenza nazionale», ha reclamato politiche molto severe sul tema dell’immigrazione e ha accusato i «milioni» di immigrati irregolari in Grecia di avere «molti criminali tra di loro», colpevoli di «rapine e omicidi con i kalashnikov». Nel corso degli anni molti militanti di Alba Dorata sono stati accusati di aver condotto azioni violente contro gli avversari politici, contro gli immigrati e contro le minoranze etniche presenti in Grecia.

Alba Dorata in Parlamento
A maggio, in occasione dell’anniversario del suicidio di Hitler e di Eva Braun, il deputato di Alba Dorata Xristos Pappas ha elogiato apertamente Hitler in quanto «visionario dell’Europa unita». Qualche giorno dopo il vice presidente del Parlamento, per la prima volta nella storia della Repubblica greca, ha applicato l’articolo 80 che regola i comportamenti dei parlamentari e ha espulso dall’aula il deputato Panagiotis Iliadis. E mentre tutto il gruppo di Alba Dorata usciva con Iliadis, lui ha urlato più volte “Heil Hitler” e fatto il saluto nazista.

Negli ultimi mesi l’oggetto principale di scontri e polemiche è stato un disegno di legge contro il razzismo proposto dal ministro della Giustizia, Antonis Roupakiotis, e sostenuto dal partito di centrosinistra PASOK e dalla Sinistra Democratica per contrastare la xenofobia e inasprire le pene previste dalla normativa vigente, che risale al 1979. Il disegno di legge (a cui è favorevole il 50,2 per cento della popolazione, secondo i sondaggi) è fortemente contrastato da Alba Dorata ed è stato messo in discussione anche dalla destra moderata (che vorrebbe conquistarne gli elettori) e dallo stesso premier Antonis Samaràs, che ha rinviato la discussione e disposto «ulteriori consultazioni».

Gli altri partiti e Alba Dorata
Un rapporto presentato in aprile da Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, sostiene che il governo della Grecia ha affrontato la questione del razzismo di Alba Dorata con risposte molto deboli e poco efficaci, e consiglia maggiore decisione. «Bisogna procedere per gradi. In primo luogo a livello individuale, condannando con maggior vigore i reati razzisti e l’incitamento all’odio razziale dei membri di Alba Dorata. Poi si possono considerare azioni a livello collettivo: esistono i mezzi legali per interdire il partito. La Costituzione greca prevede che un partito debba “essere a servizio del libero funzionamento di un sistema democratico”, e non è questo il caso di Alba Dorata».

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