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  • mercoledì 22 Maggio 2013

Guida alle “elezioni” in Iran

Due importanti candidati conservatori - tra cui quello di Ahmadinejad - sono stati esclusi: ora è favorita la fazione più vicina alla Guida Suprema

Martedì 21 maggio l’Iran ha diffuso l’elenco delle liste ammesse alle prossime elezioni presidenziali, che si terranno il 14 giugno e che serviranno a scegliere il successore dell’attuale presidente, Mahmoud Ahmadinejad. La decisione è stata presa dal Consiglio dei Guardiani, l’organo più influente e potente in Iran: delle circa 700 richieste arrivate al Consiglio nelle scorse settimane, ne sono state accettate solo otto. Le esclusioni più importanti e significative sono state due: quella di Esfandiar Rahim Mashaei, consuocero e fedele alleato di Ahmadinejad, e quella di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, già presidente dell’Iran, conservatore ma ultimamente meno conservatore di altri, diciamo.

Delle otto liste approvate, tre sono legate a candidati considerati “riformisti” e quattro a politici molto vicini alla Guida Suprema Ali Khamenei, carica più potente dell’intero sistema iraniano. La decisione del Consiglio spiega anche diverse cose sulle prossime elezioni presidenziali: tra le altre, il fatto che Khamenei abbia voluto eliminare dalla competizione i due candidati più forti della destra, cioè dello stesso schieramento di cui lui stesso fa parte, assicurando molto probabilmente la vittoria delle elezioni a uno dei suoi più stretti alleati. La mossa di Khamenei si spiega solo alla luce del funzionamento del sistema politico in Iran, che è molto complesso e basato sia sulla Costituzione che sulla prassi.

Il sistema politico in Iran
Dal 1979, anno della rivoluzione islamica dall’ayatollah Ruhollah Khomeini, l’Iran è una teocrazia islamica, con una Costituzione molto particolare e articolata. Il ruolo politico più importante è quello svolto dalla Guida Suprema, che oggi è l’ayatollah Ali Khamenei. Un altro organo molto potente è quello dei Guardiani della Rivoluzione, composto da 12 membri di cui 6 nominati da Khamenei e altri 6 dal vertice del potere giudiziario e poi ratificati dal Parlamento. La Guida Suprema è anche responsabile della nomina dei membri del Consiglio per i pareri di conformità, che si occupa per lo più di deliberare sulle dispute legislative tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani.

Il Parlamento e il presidente della Repubblica vengono invece eletti a suffragio universale. Secondo la Costituzione, il presidente è la seconda autorità più importante dopo la Guida Suprema: detiene il potere esecutivo – più o meno: in realtà esiste una specie di “circolo ristretto” di 45-50 persone che lo gestisce – e viene eletto ogni quattro anni. Un’infografica del “National Democratic Institute” mostra in maniera chiara il funzionamento del sistema iraniano.

Le elezioni del 14 giugno, oltre a rinnovare i consigli locali, eleggeranno proprio il presidente della Repubblica: nel caso in cui nessun candidato raggiunga il 50 per cento dei voti, si andrà al ballottaggio il 21 di giugno.

Perché Mashaei è stato escluso?
Sembra che abbia pagato la sua amicizia con l’attuale presidente Ahmadinejad, che dal 2009, poco dopo le ultime elezioni presidenziali, ha avuto rapporti molto difficili con il potente clero iraniano (Ahmadinejad non è un religioso, per questo è sempre vestito in abiti borghesi). In particolare sono stati i rapporti tra Khamenei e Ahmadinejad a peggiorare notevolmente e a portare i due a sfidarsi apertamente in diverse occasioni negli ultimi mesi. Mashaei ebbe un ruolo cruciale nell’estate del 2009, quando la rielezione di Ahmadinejad portò alle proteste di piazza a Teheran, quelle della cosiddetta “Onda Verde”. Da tempo era nota la spaccatura nell’ala conservatrice del regime, tra i sostenitori della via militare e quelli della via religiosa, tra gli uomini più vicini al presidente e quelli più vicini all’Ayatollah. Mashai fu fondamentale nel riunire i conservatori dietro Ahmadinejad.

Mashaei e Ahmadinejad erano stati molto attaccati nei giorni scorsi perché accusati di avere usato fondi pubblici per pagarsi la campagna elettorale in diverse province dell’Iran e a Teheran. Secondo Seyed Mohammad Marandi, professore dell’Università di Teheran, Mashaei sarebbe penalizzato anche per non avere mai ricoperto un ruolo politico nazionale di rilievo. All’interno della complessa destra iraniana, Mashaei e Ahmadinejad sono stati in passato i punti di riferimento dei pasdaran, o Guardiani della Rivoluzione, un corpo militare istituito nel 1979 e oggi tra i più potenti in Iran. Dopo il peggioramento dei rapporti con Khamenei, tuttavia, sembra che i comandanti dei Pasdaran siano rimasti fedeli alla Guida Suprema, togliendo buona parte del loro appoggio a Ahmadinejad.

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