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  • martedì 21 maggio 2013

Il suicidio a Notre-Dame

Dominique Venner, scrittore e storico francese di estrema destra, si è ucciso nella cattedrale più importante di Parigi dopo aver scritto un post contro i matrimoni gay

Dominique Venner, 78 anni, scrittore e storico francese vicino all’estrema destra, si è ucciso verso le 16 di questo pomeriggio di fronte all’altare della cattedrale di Notre-Dame, a Parigi. Secondo quanto hanno riferito le autorità, Venner si è sparato in bocca. Il sito di news Europe 1, che sembra essere stato il primo a dare la notizia di quanto accaduto, ha aggiunto che la polizia francese ha trovato una lettera di fianco al corpo di Venner, anche se finora non sono stati forniti altri particolari.

Prima di andare alla cattedrale di Notre-Dame e uccidersi, Venner aveva scritto un ultimo post sul suo blog, intitolato: «La manifestazione del 26 maggio e Heidegger». Nel post Venner criticava molto la legge sui matrimoni gay approvata dal Parlamento francese e firmata sabato dal presidente François Hollande. In un passaggio del suo post, Venner scriveva: «Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini. Entriamo in un tempo in cui le parole devono essere rese autentiche da azioni».

Venner nacque a Parigi il 16 aprile 1935. Durante la sua vita ha pubblicato una cinquantina di libri e ha curato diverse collezioni di libri sulla storia e sulla letteratura. Dal 2002 era direttore della rivista bimestrale “Nouvelle Revue l’Histoire”, da lui stesso fondata. Da giovane Venner fu anche membro dell’OAS, “Organisation de l’armée secrète”, l’organizzazione che si oppose con violenza all’indipendenza dell’Algeria dalla Francia nei primi anni Sessanta e che cercò in seguito di assassinare l’allora presidente francese Charles De Gaulle. Di quegli anni Venner scrisse sul suo blog: «Senza l’attivismo radicale della mia giovinezza, senza speranze, delusioni, fallimenti cospirazioni, senza la prigione, senza questa entusiasmante e crudele esperienza, io non sarei mai diventato lo storico che sono».

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