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  • sabato 27 Aprile 2013

La Corea del Nord vuole processare un americano

È stato arrestato lo scorso novembre e una missione diplomatica per liberarlo è già fallita: rischia la pena di morte o il carcere a vita

La KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, ha annunciato che Pae Jun-Ho, un cittadino americano di origini coreane, sarà processato dalla Corte suprema del paese con l’accusa di aver tentato di rovesciare il regime.

Pae, 44 anni, conosciuto negli Stati Uniti come Kenneth Bae, lavorava come tour operator, organizzando viaggi nella Corea del Nord. Secondo la KCNA sarebbe stato arrestato poco dopo il suo ultimo viaggio nel paese, il 3 novembre scorso, a Rason, una “zona economica speciale” nel nord del paese al confine con Cina e Russia. Pae aveva un visto turistico ed era accompagnato da altri cinque turisti – europei secondo l’Associated Pres, cinesi secondo alcuni giornali sudcoreani. Pae aveva già compiuto diversi viaggio nella Corea del Nord.

Le prime notizie del suo arresto arrivarono il 21 dicembre scorso, quando la KCNA annunciò l’arresto di un cittadino americano per non meglio specificati “crimini contro lo Stato”. Il comunicato specificava anche che le prime indagini avevano prodotto prove del suo crimine e che lui stesso lo aveva confessato. Nel comunicato la KCNA aggiungeva anche che Pae era stato visitato da un membro del consolato svedese, che – in assenza di rapporti diplomatici ufficiali tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord – tutela gli interessi dei cittadini americani in Corea del Nord.

Nella “zona economica speciale”, dove Pae è stato arrestato, il confine è meno sorvegliato ed è possibile per alcuni lavoratori cinesi attraversarlo per andare a lavorare nella Corea del Nord. Anche a causa delle possibilità che permette questo varco meno strettamente sorvegliato di altri, oltre il confine hanno sede alcune associazioni religiose, di varie confessioni cristiane, che si occupano di aiutare i nordcoreani a fuggire dal loro paese.

In un articolo pubblicato dalla Association d’amitié franco-coréenne, un’organizzazione francese che  produce analisi e discussioni molto legata alle autorità e ai diplomatici della Corea del Nord, veniva molto discretamente suggerito che il motivo dell’arresto potesse essere il coinvolgimento di Pae nelle attività di uno di questi gruppi religiosi.

Dal 2009 cinque cittadini americani sono stati arrestati e detenuti nella Corea del Nord. Vennero tutti liberati, in genere in seguito a un viaggio di qualche importante personalità diplomatica americana nella Corea del Nord. Ad esempio, due giornaliste di Current TV, arrestate nel 2009, vennero liberate in seguito a un viaggio non annunciato di Bill Clinton nel paese.

Poco dopo l’annuncio dell’arresto di Pae, nel gennaio scorso, l’amministratore delegato di Google Eric Schmidt e l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson viaggiarono per alcuni giorni nella Corea del Nord. Secondo molti il viaggio sarebbe dovuto servire proprio a liberare Pae. Questi viaggi di personalità in seguito all’arresto di cittadini americani sono, secondo gli analisti, un’importante fonte di prestigio e riconoscimento per il regime della Corea del Nord.

Prima dell’annuncio di oggi, il caso di Pae non ha riscosso molta attenzione nemmeno negli Stati Uniti. La sua famiglia, una parte della quale vive nello stato di Washington, non mai rilasciato dichiarazioni alla stampa. Non è chiaro quale sia il crimine che potrebbe venire contestato a Pae in tribunale, di cui si sa solo che è un “reato contro lo Stato”. In quasi tutti questi casi il codice penale della Corea del Nord prevede la pena di morte o il carcere a vita.

Foto: la Corte suprema della  Corea del Nord.
(AP Photo)