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  • martedì 9 Aprile 2013

La storia di Jackie Robinson

Un film in uscita negli Stati Uniti racconta il primo nero a giocare nella Major League di baseball e l'allenatore che gli disse «sei molto bravo, solo questo conta»

Lunedì 8 aprile Massimo Vincenzi, inviato di Repubblica a New York, ha raccontato l’uscita imminente negli Stati Uniti di un film intitolato “42“, sulla vita di Jackie Robinson, il primo giocatore afroamericano a militare in una squadra professionista della Major League Baseball, i Brooklyn Dodgers. Nel film Harrison Ford interpreta l’allora general manager della squadra, Branch Rickey. Jackie Robinson è una figura molto importante per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti: quando iniziò a giocare a baseball, negli anni Quaranta, esistevano ancora campionati riservati agli afroamericani, le Negro Leagues. L’esordio di Robinson con la maglia dei Dodgers nel 1947 mise fine a quasi sessant’anni di segregazione razziale in ambito sportivo.

 I due ragazzini che oggi battono e corrono sul pratone tra Greenpoint e Williamsburg indossano entrambi la stessa maglia: quella vintage dei Dodgers con il 42. Il numero di Jackie Robinson, il primo giocatore di baseball che il 15 aprile del 1947 ruppe la barriera razziale della Major League debuttando con la squadra di Brooklyn. Venerdì, qualche giorno prima dell’ anniversario, uscirà negli Stati Uniti il film che Hollywood gli ha dedicato (42, appunto), con Chadwick Boseman nel ruolo del giocatore (morto a soli 53 anni nel 1972) e Harrison Ford in quello del suo mentore, il general manager Branch Rickey. In vetrina da Barnes and Noble ci sono le sue biografie, e il volume della collana scolastica Who was (chi era…), che racconta la sua vita, è tornato ai primi posti della classifica dei libri per bambini. Le tv gli dedicano programmi speciali dove lo sport e la politica si fondono. La famiglia Obama, che l’ ha visto in anteprima insieme agli attori e a Rachel, la 90enne moglie di Robinson, si è commossa perché «fa male rivivere quel periodo buio della nostra storia e anche se la segregazione non c’ è più, dobbiamo sempre ricordare quel che era l’ America solo cinquant’ anni fa e insegnare ai nostri figli a combattere sempre il razzismo».

In “quel periodo buio” , tra i Quaranta e i Cinquanta, la scritta “Withes only”, solo bianchi, è dappertutto e il baseball non fa eccezione. Gli afroamericani hanno il loro campionato, la Negro League e gli spettatori di colore, che assistono alle partite della Major League, non possono neppure sedersi in tribuna assieme agli altri, ma stanno per terra, sui prati rialzati intorno allo stadio. Ed è «questo mondo di bianchi per bianchi» che Branch Rickey rivoluziona chiamando Robinson nei Dodgers: «Ti ho visto giocare, sei molto bravo, solo questo conta», gli dice Harrison Ford per convincerlo a firmare il contratto. In realtà non conta solo questo e prima di arrivare nella Hall of fame il vero Jackie deve faticare parecchio.

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